sala d'ercole

Collegato alla finanziaria, l’ARS rinvia la norma sulla stabilizzazione dei dirigenti medici

9 Ottobre 2019

Manca l'accordo sulla riscrittura della norma per la stabilizzazione dei dirigenti della sanità, l'emendamento torna in VI commissione

 

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Manca l’accordo sulla riscrittura della norma per la stabilizzazione dei dirigenti medici, amministrativi, professionali e tecnici, per cui il testo dell’emendamento all’articolo 51 del collegato alla legge finanziaria, che era stato approvato all’unanimità i IV commissione, su espressa richiesta del presidente Margherita La Rocca Ruvolo, , tornerà proprio ad essere discusso in commissione, nel tentativo di trovare una quadra.

Nei giorni scorsi non erano mancati gli appelli all’approvazione dell’emendamento che avrebbe consentito anche alla dirigenza medica di poter giovare dei benefici previsti dalla Legge Madia. A favore dell’approvazione dell’emendamento si erano espressi oltre al coordinamento dei dirigenti precari della sanità (leggi qui) anche il CIMO (leggi qui), la Fials (leggi qui) e l’Anaao Assomed (leggi qui)

Che tirava una brutta aria per le speranze dei tantissimi lavoratori precari interessati si era già ampiamente capito, tanto che il coordinamento dei dirigenti precari della sanità aveva messo le mani avanti:

“Purtroppo – si leggeva infatti nella nota del coordinamento dei dirigenti precari – il percorso certamente legittimo seguito da parlamentari e sindacati, non sembra del tutto definito ed anzi l’iter risulta osteggiato dalle dichiarazioni rese da un deputato regionale in seno alla seduta della V Commissione Lavoro del 18 settembre, il quale ha paventato l’illegittimità di detto provvedimento senza avere suffragato tali dichiarazioni della opportuna evidenza documentale. Inoltre, giunge notizia che nella seduta dell’Assemblea Regionale convocata per il prossimo 08/10/2019 il medesimo succitato deputato regionale intenda proporre apposita mozione atta allo stralcio di detto emendamento reiterando le motivazioni addotte di presunta illegittimità dello stesso”.

Alla fine non è passata né la linea dello stralcio dell’emendamento all’art. 51 né quella, tanto invocata, della sua approvazione. La politica prendete tempo, la palla torna in commissione.

Non si fanno attendere le reazioni. I primi a prendere posizione sul rinvio sono i rappresentanti del sindacato CIMO, il cui presidente regionale Riccardo Spampinato parla di “cocente delusione”.

L’Assemblea Regionale ha dato prova del totale disinteresse nei confronti delle legittime aspettative dei lavoratori e delle stesse esigenze organizzative delle Aziende Sanitarie. Era l’occasione per voltare definitivamente pagina – continua Spampinato – sulla stagione del precariato che soltanto in parte è stata risolta con le procedure previste dal Decreto Madia che già lo scorso anno avevano portato ad un primo importante risultato con la stabilizzazione di medici, infermieri e tecnici che da anni svolgevano la propria attività a tempo determinato nei nostri ospedali pubblici”.

Una interpretazione restrittiva della norma di Legge aveva tagliato fuori il personale medico e sanitario che aveva maturato l’anzianità di servizio e quindi il possesso dei requisiti per la stabilizzazione presso strutture diverse, come gli Ospedali Privati e gli IRCCS di diritto privato. E anche il personale precario dell’area amministrativa era e continua a restare fuori dal processo di stabilizzazione in Sicilia, al contrario di quanto avvenuto in altre Regioni italiane. Una diversa interpretazione, avallata dalla VI Commissione ed i precedenti delle altre regioni lasciavano ben sperare i dirigenti precari interessati, ma ieri è arrivata la doccia fredda.

Le solite beghe politiche di basso livello cui purtroppo assistiamo con regolarità nella nostra Regione, hanno prevalso ancora una volta sull’interesse generale. Ieri abbiamo assistito ad una pagina vergognosa della politica siciliana, tutta a danno di lavoratori che si preferisce mantenere nella condizione di precariato grazie alla quale forse vengono visti da qualcuno come una riserva di voti da poter sfruttare alla prossima tornata elettorale. Sarebbe interessante capire quali sono le forze politiche o i singoli deputati che si oppongono alla stabilizzazione di questo personale, stanarli dall’ombra evitando almeno che possano continuare a fare le solite vuote dichiarazioni di intenti da essi stessi disattesi. A questo punto – chiosa Spampinato – chiediamo alla Giunta Regionale e all’Assessore Regionale per la Salute, Ruggero Razza, che avevano espresso parere favorevole sul provvedimento, di fare tutto ciò che in loro potere per consentire di riportare al più presto possibile al voto d’Aula il provvedimento e di vigilare comunque sulla definitiva applicazione delle procedure prevista dal Decreto Madia relative al comma 2 dell’art. 20 che ancora oggi in molte Aziende Sanitarie non ha visto la legittima conclusione”.

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