Civico, è polemica sulla Ginecologia oncologica: botta e risposta tra sindacati e manager

7 Aprile 2016

In una nota congiunta le sigle sindacali contestano la creazione di una nuova Unità operativa complessa: «Quel servizio è già garantito in modo eccellente dall'attuale reparto di Ginecologia ed ostetricia». La replica di Giovanni Migliore: «Avevamo l'obbligo di adeguarci alla rete ospedaliera e mettere in pratica ciò che è stato deciso a livello assessoriale».

 

di

PALERMO. Un’Unità operativa complessa di Ginecologia oncologica all’Arnas-Civico? Perché mai, se il servizio viene già garantito in modo eccellente dall’attuale reparto di Ostetricia e ginecologia?

Questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato da diverse sigle sindacali che in una nota congiunta (inviata tra gli altri all’assessore Baldo Gucciardi e alla Corte dei Conti) contestano l’introduzione della nuova realtà operativa nel piano aziendale e che chiedono un passo indietro sulla nascita dell’Unità operativa.

Una richiesta un po’ tardiva, considerando che ormai i piani aziendali sono già stati approvati in via definitiva e, a breve, dovrebbero partire le tanto agognate assunzioni.

Ma andiamo per ordine. «L’istituzione di una struttura complessa di Ginecologia oncologica- scrivono le sigle sindacali Aaroi-Emac, Anaao Assomed, Cimo, Cgil Fp Medici e Cisl Medici- resta davvero un fatto poco comprensibile e lo diciamo da tempo. L’offerta garantita dalla già esistente Uoc di Ginecologia ed ostetricia è rispondente alla domanda, che, d’altro canto, non è certamente tale da rendere necessaria addirittura l’istituzione di una nuova struttura complessa».

I sindacati aggiungono: «Irrisoria o addirittura inesistente è la mobilità passiva regionale, mentre attiva risulta ad oggi la mobilità provinciale, segno di una attuale attrattività dell’Arnas che trae anche origine da una tradizione oncologica e dalle professionalità del ‘Maurizio Ascoli’ che oggi operano nel contesto della Uoc di Ginecologia ed ostetricia».

«Francamente trovo questa precisazione incomprensibile- afferma Giovanni Migliore, direttore generale dell’Arnas-Civico- Non sono io che ho creato l’Unità operativa complessa, avevamo l’obbligo di adeguarci alla rete ospedaliera e mettere in pratica ciò che è stato deciso a livello assessoriale e che è già stato approvato da giunta e governo regionale. Sono un mero esecutore di una programmazione sovraziendale».

Stando ai sindacati, la costituzione della struttura complessa sarebbe ad un livello talmente avanzato che già sarebbe stato presentato il nuovo primario. «Come è possibile – si chiedono i sindacati – che, in assenza di qualsiasi forma concorsuale espletata, venga presentato pubblicamente un nuovo direttore proveniente da altra regione?».

«Non c’è stata alcuna presentazione», replica Migliore.

Che la macchina si sia messa in moto è fuori di ogni dubbio: a febbraio sono stati conferiti due incarichi a dirigenti medici con esperienza in ginecologia oncologica. Ma – contestano i sindacati – qual è il motivo se non stanno implementando l’attività dell’attuale reparto, visto che non spuntano nei turni?

«La nuova Unità operativa complessa ha bisogno di specializzazioni specifiche – spiega il managerAbbiamo quindi selezionato questi due medici per questa Unità che andrà a completare il palinsesto dell’oncologia. Lo stesso vale per la strumentazione. I medici hanno iniziato a lavorare partecipando a meeting e facendo programmazione, oltre ad organizzare le preospedalizzazioni, necessarie in questi casi».

Un ultimo “j’accuse” riguarda invece la presenza di «specializzandi in Ginecologia e ostetricia provenienti da diverse università in assenza di qualsiasi convenzione».

«Che siano presenti non posso escluderlo – conclude Migliore – ma assolutamente non svolgono alcuna attività».

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV