ASP e Ospedali

L'iniziativa

Cirrosi epatica, il 9 maggio seminario formativo all’ospedale Cervello

Incentrato su "Indicatori di rischio e strategie di management", è rivolto a massimo 100 medici di tutte le specializzazioni, anche esterni. Ad organizzarlo è l'U.O.S. "Sviluppo Organizzativo e Patrimonio Professionale".

Tempo di lettura: 4 minuti

PALERMO. Il 9 maggio, dalle ore 15 alle ore 17.30, si terrà il seminario formativo dal titolo “Update sulla Cirrosi Epatica. Indicatori di rischio e strategie di management”. Il corso verrà svolto dalle ore 15,00 alle ore 17,30 presso l’Aula Magna dell’ospedale “Cervello” (via Trabucco 180) ed è rivolto ad un numero massimo di 100 medici di tutte le specializzazioni, oltre che interni all’azienda, anche esterni. Il seminario formativo è organizzato dall’U.O.S. “Sviluppo Organizzativo e Patrimonio Professionale”.

Responsabile scientifico del corso è il dr. Giuseppe Malizia dell’UOC di “Gastroenterologia” dell’azienda ospedaliera palermitana. “La cirrosi epatica – spiega Malizia – rappresenta l’evoluzione di molte malattie croniche del fegato, virali, tossiche o metaboliche ed ha un significativo impatto su qualità di vita e sopravvivenza, specie dopo il passaggio dalla fase compensata a quella scompensata. Purtroppo, nonostante la straordinaria efficacia degli antivirali diretti sulla malattia da virus epatite C, la prevalenza globale della cirrosi è in incremento, soprattutto come conseguenza dell’incremento del consumo di alcool e dell’incidenza della steatosi epatica non alcolica (NAFLD – Non Alcoholic Fatty Liver Disease). Su quest’ultima, in particolare, si concentra ormai da anni una grande attenzione. Si tratta di una condizione clinica frequentemente associata alla presenza di patologie metaboliche, quali obesità e diabete, con elevato rischio di patologia cardiovascolare. Nell’ambito della NAFLD spicca la steatopatite non alcolica (NASH), condizione clinica dinamica caratterizzata da un rischio più elevato di progressione verso la cirrosi epatica ed il carcinoma primitivo del fegato, ma che può regredire verso la steatosi isolata, dopo modificazione dello stile di vita, del pattern alimentare, controllo delle patologie metaboliche associate ed, auspicabilmente a breve, intervento farmacologico specifico”.

In Italia il quadro epidemiologico stima la prevalenza della NAFLD nella popolazione generale in circa il 25%, con tassi superiori al 50% in popolazioni a rischio quali soggetti obesi e/o diabetici. La prevalenza stimata di danno epatico significativo è di circa il 2%, ma intorno al 13% nei soggetti diabetici. Il rischio di complicanze epatiche nei soggetti con NAFLD, secondo il Global Burden of Disease al 2017 riporta a livello mondiale dal 2012 al 2017 un incremento del 21% dei casi incidenti di tumore epatico e del 7,18% dei casi di cirrosi e in Europa occidentale registra un incremento stimato di incidenza di cancro epatico dell’8.7% e di cirrosi epatica dell’1.2%.

“La gestione clinica di questi pazienti è – aggiunge Malizia – complessa e richiede un approccio multidisciplinare (tra epatologi, internisti, cardiologi, diabetologi, nutrizionisti) che non può prescindere dalla preziosa collaborazione dei medici di famiglia a cui è anche rivolto il seminario, che si propone come obiettivo quello di fungere da stimolo formativo non iperspecialistico”. Proprio riguardo all’aspetto della formazione in ambito epatologico, una survey condotta dall’EASL (European Association for the Study of the Liver) in 29 differenti Paesi ha rilevato come soltanto in una minoranza di essi siano stati attivati studi epidemiologici ufficiali, programmi strutturati di informazione e di formazione.

“La sfida – conclude Malizia -è oltre a quella di intervenire sugli stili di vita, anche quella di avviare una prevenzione mediante screening mirati per identificare fra i tanti soggetti con NAFLD quelli con NASH, affinché i pazienti siano indirizzati verso centri specifici”.

Siamo davanti a un problema ancora sottovalutato nonostante le pesanti ripercussioni sulla qualità di vita di questi pazienti: ansia, depressione, problemi di sonno, che dettano una situazione invalidante con più elevato tasso di perdita di attività produttiva e di lavoro e alti costi di sistema.

L’evento prevede la partecipazione di autorevoli relatori; la prof. G. Garcia-Tsao della Yale University School of Medicine, New Haven, CT, USA, che tratterà del tema “Decompensated cirrhosis, AKI and infections: impact of albumin use on the course of the disease”, il dr. G. D’Amico della Clinica “La Maddalena” di Palermo, che interverrà su “Cirrosi scompensata: decorso clinico ed indicatori di rischio” ed il prof. S. Gruttadauria dell’Unità Chirurgia Addominale e Trapianti Addominali IRCCS-ISMETT UPMC Palermo, che presenterà una relazione sulla “Chirurgia nel paziente cirrotico nel 2023”.

Per ulteriori eventuali informazioni relative all’iscrizione rivolgersi alla Segreteria Organizzativa U.O.S. Sviluppo Organizzativo e Patrimonio Professionale. E-mail: ecm@villasofia.it

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