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L'appello a Razza

Cimo Sicilia: «Siano potenziate le dotazioni organiche, le risorse finanziarie ci sono»

Il sindacato dei medici: «La Legge di Bilancio 2022 ha previsto l’incremento di 2 miliardi di euro all’anno per i prossimi tre anni a partire dal 2022, ma in Sicilia sembra che nessuno se ne sia accorto».

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PALERMO. «La Legge di Bilancio 2022 ha previsto l’incremento di 2 miliardi di euro all’anno per i prossimi tre anni a partire dal 2022 per garantire le coperture finanziarie di una serie di interventi che riguardano prioritariamente il reclutamento del personale sanitario, ma in Sicilia sembra che nessuno se ne sia accorto».

Lo afferma il Segretario Regionale CIMO, Giuseppe Riccardo Spampinato (nella foto), aggiungendo: «Le dotazioni organiche approvate in Regione Sicilia tra la fine del 2021 e gli inizi del 2022 non hanno potuto, in ragione della sovrapposizione temporale con i Decreti regionali, tenere conto di tale corposo incremento di risorse economiche che alla fine del triennio 2022-2024 rimpingueranno il Fondo Sanitario Nazionale di 6 miliardi di euro, gran parte dei quali destinati al personale. Tuttavia, adesso siamo nel mese di aprile e la Legge di Bilancio è una realtà consolidata ma si preferisce continuare ad ignorare le enormi possibilità da questa fornite per adeguare il fabbisogno di personale sanitario alle reali necessità assistenziali dei nostri ospedali».

Secondo Cimo Sicilia «le recenti polemiche scaturite dalla mancata chiarezza sulle proroghe dei contratti a tempo determinato del personale assunto grazie ai cosiddetti Decreti Covid succedutisi dal 2020 ad oggi, affondano le proprie radici proprio nella mancata riprogrammazione delle politiche del personale da parte dell’Assessorato Regionale della Salute, come dimostra il fatto che tali proroghe sono state ancorate ai vecchi tetti di spesa programmati per il varo di dotazioni organiche nate già in sofferenza e che oggi lo sono ancor di più. La nuova generazione di precari della sanità è stata creata “grazie” alla pandemia Covid 19 per far fronte alle nuove esigenze assistenziali straordinarie (reparti di malattie infettive, terapie intensive, tamponi, vaccini, USCA, ecc.), ma a distanza di due anni queste figure professionali sono andate in gran parte ad occupare posti in organico già vacanti o che si sono resi tali per i tanti pensionamenti o, peggio, a causa dell’abbandono della sanità pubblica soprattutto da parte di medici stanchi, stressati e mal pagati».

Per CIMO Sicilia «è giunto il momento di dire basta a questo teatrino di indecisioni, di proroghe parziali, di immotivate esclusioni di parte di questi precari, della solita sanità siciliana a macchia di leopardo dove in ogni Azienda si fa qualcosa di diverso dalle altre. Le risorse economiche ci sono e vanno assegnate alle aziende sanitarie, le dotazioni organiche vanno riviste e ricalibrate sulla base dei reali bisogni assistenziali senza continuare con un atteggiamento sparagnino del tutto immotivato e incomprensibile. Chiediamo quindi all’Assessore Ruggero Razza di convocare al più presto le OO.SS. di categoria e ridiscutere l’entità dei finanziamenti da destinare alle dotazioni organiche tenendo conto delle stringenti criticità della sanità siciliana prima che sia troppo tardi».

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