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Cimo

Dal palazzo

La nota del sindacato

Cimo Sicilia: «La politica si dia una sveglia, altrimenti il sistema sanitario imploderà…»

Il sindacato dei medici ribadisce la necessità di potenziare gli organici per fare fronte all'emergenza Coronavirus.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. «L’avere inchiodato alla data di fine gennaio prossimo la fine del periodo emergenziale, anche e non solo per il SSN, non è derubricabile a semplice fatto formale ma riveste aspetti di somma sostanza nella misura in cui la possibilità di assumere personale medico e infermieristico in aggiunta alla programmazione prevista è vincolata proprio a questo termine temporale».

Lo scrive la segreteria regionale di Cimo Sicilia, aggiungendo: «Fino a quando il governo non si pronuncerà ufficialmente sulla proroga dello stato di emergenza non si potranno né prorogare a loro volta i contratti in essere né provvedere a nuove assunzioni sia pure in regime di cococo o di libera professione. Stride con tutto ciò la Circolare emanata l’11 dicembre dall’Assessorato Regionale della Salute con la quale “si impartiscono indicazioni per la programmazione di personale da assumere a tempo determinato e/o da prorogare/rinnovare (per la durata di anni uno), in quanto ritenuto indispensabile ai fini del mantenimento dei LEA”».

Dal sindacato dei medici sottolineano: «Le disposizioni assessoriali sembrano anche non tenere conto della propria inerzia sulla mancata adozione delle nuove dotazioni organiche che sarebbero dovute già da tempo essere esitate per consentire l’allineamento delle risorse umane alla nuova Rete Ospedaliera, ma che ancora oggi languono nei cassetti degli Uffici dell’Assessore Razza e che rappresentano un tassello fondamentale per procedere alle necessarie assunzioni per il contrasto alla pandemia. Se da un lato l’Assessorato può “impartire” indicazioni per la proroga dei contratti a tempo determinato (cioè i precari che occupano al momento i posti vacanti nella vecchia dotazione organica molti dei quali in attesa di stabilizzazione), la stessa cosa non sarà possibile per il personale aggiuntivo reclutato per il Covid-19 fino a quando quel termine del 31 gennaio, che inizia adesso a pesare come un macigno, non verrà superato».

Secondo Cimo Sicilia «allo stato attuale le aziende sanitarie potranno limitarsi unicamente a prorogare di un mese questi benedetti/maledetti cococo, continuando a campare alla giornata, fino a rischiare di sbattere contro un muro di cemento armato. È ora che la politica nazionale e regionale sia dia una sveglia, altrimenti si rischia una drammatica implosione del sistema sanitario sotto i colpi di una pandemia ancora lungi dall’essere superata».

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