Dal palazzo

L'atto di accusa

Cimo Agrigento: «Criticità negli organici dei medici e nella gestione del personale»

Si è svolta presso l'ospedale San Giovanni di Dio l'assemblea degli iscritti alla Confederazione Italiana Medici Ospedalieri

Tempo di lettura: 2 minuti

Si è svolta presso l’Aula Formazione dell’Ospedale S. Giovanni di Dio l’assemblea degli iscritti CIMO (Confederazione Italiana Medici Ospedalieri) dell’ASP di Agrigento. Alla presenza del segretario aziendale, dottoressa Rosetta Vaccaro, del segretario regionale Giuseppe Bonsignore, del segretario regionale amministrativo Renato Passalacqua e del presidente federale CIMO-Fesmed della Sicilia Riccardo Spampinato, si è svolto un interessante dibattito sulle più rilevanti criticità presenti all’ASP di Agrigento.

Nel corso dell’assemblea, è intervenuto il legale di riferimento di CIMO Agrigento, avv. Gaetano Mattina, che ha illustrato alla platea degli iscritti quanto fatto finora sotto il profilo legale, viste le mancate risposte dei vertici aziendali alle richieste sindacali. «In attesa di riscontro all’esposto inviato all’Ispettorato Regionale del Lavoro, all’Assessorato Regionale della Salute e all’Assessorato Regionale del Lavoro, sul mancato rispetto delle norme di Legge e contrattuali in materia di orario di lavoro, di giusto riposo e di mobilità d’urgenza, impropriamente adoperata dall’ASP di Agrigento– dichiara Giuseppe Bonsignore– si è posta sul tappeto l’ipotesi di un esposto alla Procura della Repubblica per il comportamento omissivo dei vertici dell’ASP in merito alle politiche per il reclutamento del personale, che valuteremo nel breve periodo».

«Da troppo tempo- afferma Riccardo Spampinato– i medici di varie Unità Operative non hanno più giorni di ferie e o riposi e vengono raggiunti da provvedimenti di mobilità quasi settimanalmente, attraverso i quali sono costretti a sobbarcarsi 50 km per andare a lavorare presso strutture diverse da quella di appartenenza a causa della cronica carenza di personale che l’ASP non riesce o non vuole a sanare».

«Purtroppo fino ad oggi- conclude Bonsignore- sia l‘Ispettorato del Lavoro che gli assessorati coinvolti da CIMO non hanno fornito alcuna risposta e non hanno impartito i dovuti input ai vertici di un’Azienda Sanitaria che appare oggi allo sbando. Forse sarebbe il caso di pensare all’invio di un Commissario ad acta all’ASP di Agrigento che riesca finalmente a sbloccare le procedure di reclutamento e a inviare i vincitori di concorso laddove veramente esistono le carenze e non dove fa più comodo e magari in soprannumero».

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