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La nota

Cimo: «A Villa Sofia-Cervello la situazione migliora, ma restano tante criticità»

Giuseppe Bonsignore fa il punto sulla paralisi amministrativa nell'azienda ospedaliera palermitana denunciata nei giorni scorsi dal sindacato.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. «Constatiamo con soddisfazione che a Villa Sofia-Cervello qualcosa inizia a muoversi: è stato da poco pubblicato l’avviso per la stabilizzazione del personale precario il cui iter dovrebbe concludersi entro il mese di luglio e, finalmente, è stato indetto un avviso pubblico per il conferimento degli incarichi di direttore di struttura complessa delle 14 unità operative che avevamo segnalato». Lo afferma Giuseppe Bonsignore (CIMO-FESMED), ricordando che nei giorno scorsi la federazione sindacale aveva puntato l’indice contro “la paralisi amministrativa” nell’azienda ospedaliera palermitana.

Dal sindacato dei medici sottolineano: «Manca ancora, tuttavia, la nomina del direttore della UOC di Gastroenterologia, concorso già espletato da quasi un anno. Resta ancora tanto da fare, ma c’è comunque un segnale di risveglio da un torpore in cui sembrava essere caduti definitivamente. Adesso occorre procedere celermente sugli altri fronti e si resta in attesa del confronto tra direzione aziendale e organizzazioni sindacali fissato per il 27 maggio. Negli ultimi mesi ci si è occupati soltanto del personale per fronteggiare il Covid, oggi, bisogna affrontare e risolvere al più presto alcune criticità legate alla carenza di personale. Il Pronto Soccorso pediatrico è in grave difficoltà: mancano, da un organico già sottodimensionato, almeno 3 medici e quelli in servizio rischiano di non poter andare in ferie in estate se non si provvede nell’immediato».

Bonsignore aggiunge: «La carenza dell’organico riguarda anche e soprattutto il Pronto Soccorso adulti di Villa Sofia, preso d’assalto dai pazienti non Covid e a corto di medici che non hanno ancora avuto un giorno libero per rifiatare e anche in questo caso vedono a rischio le agognate ferie estive.  Infine, la Radiologia, a corto di medici, infermieri e tecnici sanitari, situazione che ha già portato negli ultimi tempi alla sottoutilizzazione di TAC e Risonanza Magnetica nei due Ospedali dell’azienda e destinata a peggiorare nei prossimi mesi se non si interviene subito. Tenere chiuse TAC e Risonanze Magnetiche in un momento in cui la richiesta di prestazioni è alle stelle sarebbe delittuoso».

Infine, Bonsignore conclude: «Se quindi si può essere cautamente soddisfatti per i piccoli passi in avanti, non ci si può accontentare di così poco. Chiediamo all’azienda di affrontare e risolvere gli altri problemi, in primo luogo quello del personale mancante che rischia di avere pesanti ripercussioni sull’assistenza a pazienti che da più di un anno sono stati abbandonati al loro destino a causa del Covid e oggi si aspettano di ricevere le dovute maggiori attenzioni rispetto ai propri bisogni di salute».

 

 

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