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Al rene

Chirurgia robotica al Bonino Pulejo: asportato tumore a un grande obeso

L’intervento tramite il "Da Vinci XI" è stato eseguito da Antonio Rosario Iannello, Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Urologica Mininvasiva e dalla sua equipe.

Tempo di lettura: 2 minuti

MESSINA. Un intervento di asportazione di un tumore di dodici centimetri localizzato al rene di sinistra (nefrectomia radicale) e localmente avanzato previo utilizzo del robot Da Vinci XI, è questo l’intervento che è stato eseguito su un paziente di 58 anni con un BMI (indice di massa corporea) di 53 (158cm di altezza x 132kg) definito obesità grave (che lo è gia quando maggiore di 40) che è stato dimesso in ottime condizioni generali, dopo una degenza post-operatoria di cinque giorni e senza ausilio di emotrasfusioni.

L’intervento è stato eseguito da Antonio Rosario Iannello (nella foto), Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Urologica Mininvasiva e dalla sua equipe composta dal Dr. Gulletta, Dr. Contessa e coadiuvato dal Dr. Lombardo (Direttore Chirurgia Generale) e dalla Dr.ssa Lucchese e dagli anestesisti Dr. Spartà e Dr. ssa Pizzimenti, con la collaborazione del personale di sala operatoria.

La chirurgia Robot Da Vinci assistita nei tumori del rene, sia nei pazienti normo peso ma soprattutto nei pazienti obesi, consente una migliore precisione del gesto chirurgico e una radicale asportazione del rene o del solo tumore con risparmio del rene ove possibile grazie alla magnificazione dell’immagine, all’utilizzo della tecnologia 3D ( ricostruzione tridimensionale del rene dal quale si intende, talvolta, asportare solo il tumore) e alla fluorescenza (somministrazione attraverso il circolo venoso sanguigno di una molecola, il verde di indocianina, la quale diventa fluorescente quando illuminata con la luce a infrarossi) che permette di mettere in risalto la vascolarizzazione del rene e del tumore.

La chirurgia Robot assistita riduce al minimo il trauma dell’intervento grazie a piccole incisioni al posto di estese laparotomie (incisioni) che di solito esitano in laparoceli addominali (ernie che compaiono su una cicatrice) fino al 30% dei casi nei pazienti obesi mentre di solito si attestano al 10% nei normotipi. Ulteriori vantaggi per il paziente operato con questa tecnica mininvasiva, rispetto al classico intervento a cielo aperto sono: minima necessità di trasfusioni, ridotto dolore post operatorio, ridotti tempi di ospedalizzazione, minori rischi di complicanze, rapidi tempi di recupero, breve ripresa delle normali attività quotidiane, veloce ritorno alla normale alimentazione, eccellenti risultati estetici dovute alle piccole incisioni chirurgiche e risultati oncologici sovrapponibili a quelli della chirurgia tradizionale per il paziente operato con questa tecnica mininvasiva, rispetto al classico intervento a cielo aperto

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