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Ortopedia

Chirurgia protesica del ginocchio, un robot al Giovanni Paolo II di Ragusa

Denominato "Cori 8 Roboctis Surgical System", consente altissima precisione e accuratezza, riducendo i giorni di degenza e il decorso post-operatorio.

Tempo di lettura: 2 minuti

Metodiche di ultima generazione applicate alla chirurgia protesica del ginocchio. Dallo scorso 1° gennaio l’Unità Operativa Complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Ragusa, guidata dal Direttore facente funzioni, dott. Domenico Saglimbene, si avvale di un sistema robotizzato di assistenza intraoperatoria denominato “Cori 8 Roboctis Surgical System”, che consente l’esecuzione di interventi di protesi di ginocchio con altissima precisione e accuratezza, riducendo i giorni di degenza e il decorso post-operatorio dei pazienti. Nella foto in alto, da sinistra: i medici Annalisa Dibenedetto, Giovanni Distefano, Domenico Saglimbene, Giovanni Incatasciato, Cecilia Casamichele, Davide Greco e Mirko Barchi.

Il sistema prevede, durante l’intervento chirurgico, la ricostruzione tridimensionale del ginocchio, in modo da avere un quadro preciso delle dimensioni delle componenti protesiche da impiantare. «Inoltre- come spiega il dottor Saglimbene- consente di ottenere un ottimo equilibrio legamentoso, il tutto prima di procedere ad effettuare i tagli ossei, che il sistema ha già quantificato e che vengono effettuati con una speciale sonda che funge da fresa ossea. Si tratta dunque di una soluzione innovativa che riduce il sanguinamento, corregge le deformità ossee e le instabilità legamentose e azzera la percentuale di errore”.

«Presso l’U.O.C. di Ortopedia di Ragusa- dice Saglimbene– sono già stati effettuati cinque interventi e altri sei sono in programma nei prossimi giorni. Siamo di fronte a uno strumento di ultima generazione che permette la pianificazione in tempo reale di interventi personalizzati, garantendo la massima efficacia sotto il profilo della performance. Questo dimostra la grande attitudine dell’ASP verso i processi tecnologici e il livello di professionalità messo a disposizione dell’utenza dai nostri operatori sanitari”.

Il robot è stato fornito all’Azienda sanitaria in comodato d’uso e verrà utilizzato dal dottor Saglimbene e dalla sua équipe per un periodo di almeno tre mesi senza oneri a carico dell’ASP.

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