chirurgia plastica

Chirurgia plastica, due medici del Policlinico di Palermo brevettano una tecnica per la produzione di cartilagine umana

24 ottobre 2017

L'iniziativa di Bartolo Corradino e Sara Di Lorenzo. Tra i principali campi di applicazione della cartilagine bioingegnerizzata “Co.Di” figurano le ricostruzioni post-oncologiche o post-traumatiche.

 

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PALERMO. “Tecnica CoDi”, per la produzione di cartilagine solida umana biocompatibile, tridimensionale e di forma prestabilita. Questo l’oggetto del brevetto conquistato da due chirurghi plastici siciliani, entrambi in servizio presso la Chirurgia Plastica del Policlinico di Palermo.

Si tratta di Bartolo Corradino, specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, nonché ricercatore dell’Università di Palermo del Dipartimento di discipline Chirurgiche e Stomatologiche e docente di Chirurgia Plastica presso il Corso di Laurea magistrale in Biotecologie e del Corso di Laurea in Odotoiatria dell’Ateneo palermitano.

E di Sara Di Lorenzo, specialistica in Chirurgia Plastica ed Estetica, dottore di ricerca in Oncologia e fellow of EBOPRAS (European Board Of Plastic Reconstructive Aesthetic Surgery).

La cartilagine è un tessuto connettivo, di colore bianco, composta da cellule (condrociti), acqua, fibre collageniche, proteoglicani, acido ialuronico e glicoproteine. È formata da due parti che interagiscono fra loro: una fluida, che svolge la funzione di assorbire i traumi, e una solida, che aumenta la resistenza della cartilagine stessa.

È caratterizzata dall’assenza di capillari sanguigni, anche se è avvolta da un tessuto connettivo ricco di vasi sanguigni che permette ai condrociti di nutrirsi per diffusione. Proprio per questo motivo la cartilagine non si rigenera facilmente e molto spesso, in caso di usura, è necessario effettuare un innesto.

Estremamente resistente alla trazione, molto elastico e flessibile, con la capacità dunque di deformarsi, è presente in diverse parti del corpo, ha la funzione di sostegno e riveste le estremità delle ossa allo scopo di proteggere le articolazioni dagli attriti che si sviluppano durante i movimenti.

«Nel corpo umano- spiega Sara Di Lorenzo- sono presenti diverse tipologie di cartilagine: quella cd. ialina, di colore bianco- bluastro, che è la varietà più diffusa e costituisce parte dello scheletro presente nel feto, le articolazioni, la cartilagine nasale- tracheale- bronchiale- costale; quella cd. elastica, di colore giallo, presente nel padiglione auricolare, nell’epiglottide, nella laringe, e quella cd. fibrosa, di colore bianco, che è molto resistente ed è presente nei tendini, nei dischi intervertebrali, nel menisco e nella sinfisi pubica».

«Mediante la tecnica CoDI- afferma Corradino- partendo da singoli condrociti umani in sospensione, siamo riusciti ad ottenere un tessuto cartilagineo maturo, solido, tridimensionale e biocompatibile. Un risultato importante che promette grandi vantaggi nel campo della Chirurgia ricostruttiva, poiché il tessuto bioingegnerizzato potrà essere impiegato per colmare i deficit cartilaginei o nelle ricostruzioni complesse della piramide nasale, della trachea o del padiglione auricolare, che usualmente vengono effettuate prelevando dallo stesso paziente cartilagine o osso dal padiglione auricolare, dalle sincondrosi costali etc.».

«Così, ad esempio- continua Corradino- per ricostruire la struttura cartilaginea dell’ala del naso amputata per un tumore o per un trauma si preleva la cartilagine della conca del padiglione auricolare. L’impiego di cartilagine bioingegnerizzata rappresenta una svolta, in quanto consente di reperire tessuto cartilagineo di cui facciamo ampio uso durante i nostri interventi di ricostruzione e perché può ambire al vantaggio ulteriore di ridurre la morbilità globale del paziente, riducendo, nello specifico, quella relativa ai tradizionali siti anatomici donatori di tessuti».

I principali campi di applicazione della cartilagine bioingegnerizzata “Co.Di” vertono, dunque, sulle ricostruzioni post-oncologiche o post-traumatiche della piramide nasale, del padiglione auricolare, sulle ricostruzioni complesse della palpebra inferiore (ricostruzione del tarso), sulla ricostruzione completa del padiglione auricolare, nelle malformazioni congenite come anotie e microtie (malformazioni) e nelle ricostruzioni tracheali da tracheomalacia o post traumatiche.

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