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Chirurgia per la frattura del collo del femore, in Sicilia primeggiano Villa Sofia e il Cannizzaro

6 novembre 2018

Il report del 2017. Gli ospedali riuniti di Palermo sono in testa per numero di interventi, mentre l'azienda ospedaliera catanese è al primo posto, tra le strutture con il maggior volume, per percentuale di operazioni eseguite entro 48 ore dal ricovero.

 

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L’Azienda ospedaliera per l’emergenza Cannizzaro di Catania è la seconda in Sicilia, fra strutture pubbliche e accreditate, per numero di operazioni per frattura del collo del femore e la prima, fra quelle con i numeri più alti, per tempestività degli interventi.

Il dato è contenuto nel dossier “Dove e come mi curo”, realizzato sulla scorta del Programma Nazionale Esiti ministeriale del 2017 e reso pubblico nei giorni scorsi (www.doveecomemicuro.it).

Dal report emerge che l’Azienda Cannizzaro nell’anno di riferimento ha effettuato 312 interventi per frattura del collo del femore, il numero più alto in Sicilia dopo Villa Sofia di Palermo, ma è al primo posto, tra le strutture con il maggior volume, per percentuale di operazioni eseguite entro 48 ore dal ricovero: il 74,95%.

Il dato (calcolato sugli over 65) è fondamentale, in quanto la tempestività dell’intervento riduce il rischio di complicanze, come l’embolia polmonare e l’infarto del miocardio, e dunque migliora l’esito delle cure.

«Il lusinghiero risultato messo in evidenza dal report- afferma Gianfranco Longo (nella foto), direttore di Ortopedia e Traumatologia- è frutto dell’impegno di tutta l’Unità Operativa ed è legato a un protocollo di gestione del paziente che prevede un percorso privilegiato dall’arrivo in Pronto Soccorso fino alla dimissione. Il protocollo, validato anche da Joint Commission, coinvolge diverse Unità Operative e diversi livelli professionali ed è stato pienamente condiviso grazie al coordinamento della Direzione Aziendale, che l’ha voluto e promosso».

Il dossier “Dove e come mi curo” segnala che solo il 37% delle strutture italiane accreditate rispetta entrambe le soglie minime (volume e tempestività) fissate dalle autorità ministeriali per quanto riguarda gli interventi per frattura del collo del femore.

«Per essere in linea, gli ospedali devono eseguire non meno di 75 operazioni l’anno di cui almeno il 60% entro 48 ore dal ricovero», spiega Elena Azzolini (medico specialista in Sanità Pubblica e membro del Comitato Scientifico di www.doveecomemicuro.it).

Un dato positivo evidenziato nel documento è l’aumento del numero degli ospedali che eseguono almeno il 60% delle operazioni entro 48 ore dal ricovero, passati dal 31% nel 2010 al 58%. Si stima che ogni anno circa 80mila italiani over 65 vengano ricoverati per una frattura al femore, ma il dato è in aumento esponenziale a causa dell’invecchiamento progressivo della popolazione.

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