Dal palazzo

L'intervista di Insanitas

Check Point di Palermo, già oltre 100 test rapidi per HIV: diagnosticati 2 casi di infezione

L'infettivologo Antonio Cascio, affiliato al PROMISE dell'Università di Palermo, illustra anche i risultati di una sua ricerca sui ricoveri in Sicilia.

Tempo di lettura: 6 minuti

Grazie alle terapie efficaci e alla prevenzione, negli ultimi anni i casi di HIV sono in diminuzione e la diffusione della PrEP è uno dei fattori che ha contribuito al raggiungimento del risultato. Ne abbiamo parlato con l’infettivologo Antonio Cascio (nella foto di Insanitas), affiliato al PROMISE dell’Università di Palermo.

Professore, la PrEP o profilassi pre-esposizione adesso è rimborsabile. Quali sono le novità e le indicazioni a riguardo?
«Ad aprile 2023 l’Agenzia Italiana del Farmaco ha dato il via libera, dopo un lungo percorso, alla rimborsabilità dell’associazione Emtricitabina/Tenofovir Disoproxil Fumarato per la Profilassi pre-esposizione (PrEP) e al fine di ridurre il rischio di infezione da HIV-1 sessualmente trasmessa in adulti e adolescenti ad alto rischio. L’AIFA ha inserito la combinazione contenente tenofovir disoproxil fumarato/emtricitabina in fascia A, erogabile gratuitamente con prescrizione medica su piano terapeutico predisposto. La Regione Siciliana ha successivamente inserito la combinazione Emtricitabina/Tenofovir Disoproxil Fumarato all’interno del Prontuario Terapeutico Ospedaliero/Territoriale. La PrEP viene assunta in due modalità, giornaliera oppure on-demand, da parte di persone HIV-negative che hanno un alto rischio di contrarre il virus dell’HIV. A tal fine, l’attività del Check Point di Palermo risulta molto importante in quanto rappresenta il primo step dove gli utenti possono ottenere tutte le informazioni necessarie per intraprendere il percorso di prevenzione ed essere indirizzati presso l’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive del Policlinico Universitario “Paolo Giaccone” di Palermo, per la consegna del piano terapeutico e il ritiro del farmaco presso la farmacia ospedaliera, senza alcun onere per l’utente».

A quasi un anno dall’inaugurazione del Check point di Palermo Fast track City presso la Casa Dei Diritti in via Libertà 45 quali sono i risultati?
«Ad oggi è stato possibile effettuare oltre 100 test rapidi per HIV e diagnosticare 2 casi di infezione da HIV. Insieme all’attività di screening per HIV, HCV e sifilide, gli utenti che hanno effettuato l’accesso al Check Point hanno avuto anche la possibilità di compilare un questionario pre-test. Rigorosamente in forma anonima e su base volontaria, ha lo scopo di sondare le conoscenze sulla salute sessuale, sui metodi contraccettivi e sulle modalità di trasmissione delle più note malattie sessualmente trasmesse, insieme a concetti universali come U=U (se l’HIV non è rilevabile, non è trasmissibile) e l’esistenza della “Profilassi Pre Esposizione” PrEP.

Quali sono state le informazioni ottenute?
«Dai dati raccolti in forma anonima risulta la popolazione che accede al Check Point appartiene in larga parte ad una fascia di età tra i 20 e i 50 anni. La maggior parte degli utenti riferiva di non utilizzare metodi contraccettivi soprattutto perché affermava di mantenere una relazione con un partner fisso, o perché aveva fiducia nel proprio partner o ancora perché non riteneva importante l’utilizzo del preservativo. Una ridotta percentuale dell’utenza ritiene ancora che la persona sieropositiva per HIV abbia una aspettativa di vita più bassa rispetto alla popolazione generale, diversamente oltre il 90% ritiene efficaci i farmaci antiretrovirali. Il 40% non sapeva dell’esistenza della profilassi pre-esposizione per HIV, e il 65% non era a conoscenza del concetto U=U».

Obiettivi futuri del Check Point?
«L’auspicio è potere ampliare l’attività con più punti di riferimento, aumentare la pubblicità tramite i canali social, le associazioni studentesche e di volontariato, le campagne informative e con eventi ad-hoc per sensibilizzare la popolazione sull’importanza dello screening».

Come si può aderire?
«Il checkpoint di via Libertà 45 è aperto ogni mercoledì dalle 16 alle 18. Il servizio è assicurato da medici volontari primi far tutti il dr. Marcello Trizzino e il dr. Luca Pipitò insieme a me e ai volontari di alcune associazioni, prima fra tutte NPS Sicilia. Inoltre, dal lunedì al sabato negli ambulatori del Centro di riferimento AIDS del Policlinico di Palermo è possibile effettuare gratuitamente e in anonimato il test per l’HIV, ricevere adeguati consigli ed aver prescritto la PrEP. Per info: 091 655 4001, 091 655 4002, 091 655 4003, 091 655 4004, 091 655 4004, email ambulatorio.malattie.infettive@policlinico.pa.it. Presso il Centro del Policlinico è possibile accedere alle terapie “long-acting” e a protocolli diagnostico/terapeutici innovativi».

Lei ha condotto una ricerca sui dati dei ricoveri siciliani HIV dal 2010 al 2021. Cosa è emerso?
«Il 60% è avvenuto nei reparti di Malattie Infettive. Le patologie più comuni che abbiamo riscontrato sono la tubercolosi, la polmonite da Pneumocystis e la wasting syndrome. La maggior parte dei ricoveri ospedalieri sono state legate a patologie non legate all’AIDS, di eziologia sia infettiva che non infettiva, e le più comuni erano malattie respiratorie, cirrosi epatica e malattie cardiovascolari e renali. L’aumento dell’aspettativa di vita dovuto all’introduzione di terapie antiretrovirali sempre più efficaci ha portato ad evidenziare comorbidità precedentemente non osservate, probabilmente associate all’infiammazione cronica dovuta all’infezione da HIV e agli effetti collaterali dei farmaci antiretrovirali».

Lo studio è frutto di un’analisi retrospettiva delle schede di dimissione ospedaliera della Regione Siciliana. Quali sono le evidenze?
«Tra gennaio 2010 e settembre 2021 si sono avuti 5.281 ricoveri ordinari in 2.726 PLWH. La percentuale di pazienti stranieri è aumentata dal 14% nel 2010 al 21% nel 2021, con un picco del 25,3% nel 2016. Sono stati 1.041 i pazienti stranieri: il 72,0% erano africani, il 26,0% europei dell’est, l’11,0% asiatici e il 5,0% americani. La maggior parte degli africani proveniva dal Ghana, dalla Nigeria e dalla Costa d’Avorio. I ricoveri legati a malattie associate all’AIDS sono stati il 19,0%».

Qual è il quadro relativo ai ricoveri?
«La maggior parte sono stati registrati presso il centro di riferimento regionale del Policlinico di Palermo. Durante gli 11 anni dello studio i pazienti sono stati ricoverati in ospedale fino a 23 volte, con una durata complessiva di degenza fino a 398 giorni. Il numero di pazienti con ricoveri ripetuti è stato di 863 su 2091 (41,3%) negli italiani e di 201 su 635 (31,6%) negli stranieri, con una differenza statisticamente significativa (p < 0,01). Sul totale dei ricoveri, il 71,6% erano maschi, con un rapporto tra i sessi di 3,2 negli italiani, 1,1 negli stranieri e 0,8 negli africani. La degenza mediana è stata di 9 giorni (IQR 5-18). I ricoveri ospedalieri di pazienti con malattie correlate all’AIDS hanno mostrato una durata più lunga (18 giorni IQR 8–33) rispetto a quelli dei pazienti con una diagnosi di malattia non correlata all’AIDS (p <0,001)».

Qual è stata la mortalità?
«Il tasso di mortalità Intraospedaliera complessivo è stato del 6,0%, con un raddoppio negli ultimi 10 anni, senza differenze statistiche tra pazienti italiani e non italiani».

Quanto costa l’ospedalizzazione?
«Il costo medio del singolo ricovero è passato negli anni da 5.100 a 7.300 euro. Tuttavia, il numero di casi si è ridotto e il costo totale dei ricoveri è sceso da 3.000.000 nel 2010 a 1.600.000 nel 2020».

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