Dal palazzo

I dettagli

Centro regionale Trapianti, ecco il nuovo assetto organizzativo

La scelta dell’assessorato di delocalizzare presso le aziende regionali il personale già in servizio al CRT. Il ruolo da capofila del Policlinico di Palermo.

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Un nuovo assetto sul territorio per contrastare la perdurante opposizione alla donazione di organi e mettere in campo gli strumenti necessari per potenziare la rete trapiantologica siciliana. È questo lo scopo del processo di cambiamento organizzativo avviato un anno e mezzo fa dall’assessorato alla salute con l’istituzione dei coordinamenti locali per i trapianti e l’individuazione del Policlinico di Palermo come capofila regionale per le procedure finalizzate ad assegnare alle aziende del servizio sanitario regionale varie figure professionali del CRT, giornalisti, psicologi, ingegneri informatici, biologi.

«La scelta dell’assessorato di delocalizzare presso le aziende regionali il personale già in servizio al CRT è finalizzato- spiega Giorgio Battaglia (nella foto), coordinatore regionale del CRT Sicilia- a incrementare le possibilità delle donazioni, che in atto costituiscono un punto di debolezza del nostro SSR. Su questa tema quotidianamente ci scontriamo con un problema di culturale ma anche organizzativo che riguarda i reparti di rianimazione. Il recente messaggio del Quirinale sottolinea come la donazione di organi vada interpretata come un prolungamento della vita e ritengo che lo sviluppo capillare delle attività in capo al CRT sia uno dei punti essenziali del piano di ristrutturazione predisposto dalla precedente amministrazione regionale”.

I dati sulle donazioni dal gennaio 2022 alla data di oggi mostrano che i potenziali donatori segnalati dalle rianimazioni sono stati complessivamente 95, i donatori effettivi 45 mentre le opposizioni alla donazione sono state 39. Le aziende con maggior numero di donazioni sono l’ARNAS Civico, il Policlinico di Catania (con i tre presidi ospedalieri), il Garibaldi di Catania ( con i presidi Nesima e Centro) e il Policlinico di Messina. I dati di quest’anno sono in diminuzione rispetto al 2021: nello stesso periodo dello scorso anno, infatti, i potenziali donatori sono stati 111, gli effettivi 52, le opposizioni 44.

Il commissario del Policlinico “Paolo Giaccone”, Alessandro Caltagirone, aggiunge: «Il decentramento delle attività, che continueranno a essere coordinate dal CRT, servirà a focalizzare le difficoltà sul territorio e superare il limite culturale e organizzativo. Il Policlinico e l’intera Università di Palermo possono svolgere un ruolo importante nello sviluppo della consapevolezza dell’importanza della donazione attraverso iniziative rivolte agli studenti e non solo. Il Policlinico e i professionisti del CRT sono, infatti, al lavoro per la creazione di un progetto che prevede diverse aree di intervento da realizzare in collaborazione con il Rettore dell’Università per sensibilizzare gli studenti dell’Ateneo palermitano, e con il Sindaco di Palermo per sviluppare la consapevolezza dei cittadini al momento del rinnovo o rilascio della carta d’identità».

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