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Dal palazzo

I dettagli

Centro clinico NeMo Sud, scoppia il caso e si interrompe l’attività

Dopo il rifiuto da parte del commissario del Policlinico di Messina di prorogare la convenzione, come invece era stato richiesto dall'assessorato alla Salute, la Fondazione Aurora annuncia lo stop e mette in ferie forzate il personale. Inoltre la Uil chiede a Razza la rimozione di Bonaccorsi.

Tempo di lettura: 3 minuti

MESSINA. Si interrompe bruscamente l’attività del “NeMo Sud”. Lo fanno sapere ad Insanitas dalla “Fondazione Aurora onlus”, sottolineando pure di aver messo in ferie forzate tutto il personale. Un doppio provvedimento originato dalla stessa causa: il rifiuto da parte del Policlinico di Messina alla proroga della convenzione che finora ha garantito le cure di circa 5.000 pazienti affetti da malattie neuromuscolari. Poche ore fa, infatti, a sorpresa il commissario straordinario del “Martino”, Giampiero Bonaccorsi, ha deciso di non di dare seguito all’input dell’assessorato alla Salute in base al quale la convenzione doveva essere prorogata in attesa di un nuovo progetto sperimentale che vedrebbe in campo il “Bonino Pulejo”. Secondo Bonaccorsi l’accordo con la Fondazione Aurora  conterebbe «profili di illegittimità che non consentono la prosecuzione del rapporto ai patti e condizioni sino ad oggi vigenti».

Il commissario straordinario del Policlinico messinese conferma quindi «la scadenza del rapporto contrattuale alla data odierna del 30 giugno, fermo restando la disponibilità di questa Azienda di individuare nuove forme di collaborazione negli ambiti previsti dalla normativa vigente». Una posizione, quella di Bonaccorsi, che di fatto sconfessa l’assessorato alla Salute.  Dall’ufficio stampa dell’Università fanno sapere ad Insanitas che il rettore Salvatore Cuzzocrea ha deciso di non commentare.

IL COMMENTO DELLA UIL
«Continua la cinica volontà da parte del Policlinico di Messina di sfrattare ad ogni costo il Centro Nemo, privando, così, gli oltre 5.000 pazienti affetti da malattie neuromuscolari di assistenza altamente specializzata e i 55 lavoratori della loro unica fonte di reddito. Infatti, l’odierna disposizione perentoria impartita dall’assessore regionale alla salute Ruggero Razza e dal direttore generale Mario La Rocca, finalizzata ad evitare l’interruzione di un importantissimo sanitario pubblico, è stata vergognosamente disattesa dal Commissario Straordinario del Policlinico di Messina dott. Bonaccorsi, il quale l’ha addirittura definita illegittima».

Lo affermano Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, e Giuseppe Calapai, segretario generale Uil Fpl, aggiungendo: «Tale determinazione rappresenta la illogica continuità di un comportamento assurdo portato avanti in questi mesi dal Commissario del Policlinico e dal Rettore dell’Università di Messina, i quali si stanno assumendo un’enorme responsabilità sociale e sanitaria. Tutto ciò, fra l’altro, alla faccia dei quasi 50.000 cittadini che hanno già firmato la petizione per chiedere il mantenimento in vita del Centro Nemo di Messina».

«La Uil e la Uil Fpl nel contestare in toto le inconcepibili decisioni dei vertici del Policlinico e dell’Università chiedono all’assessore Razza l’immediato ed urgente invio di un Commissario ad acta con il compito di realizzare, in tempi strettissimi, quanto disposto in sede assessoriale in merito alla proroga temporanea dell’attività del Centro Nemo Sud di Messina fino al definitivo trasferimento presso l’IRCCS di Messina. Qualsiasi eventuale episodio di malasanità che potrebbe verificarsi a causa dell’interruzione del servizio di assistenza del Centro Nemo rischia di vedere quali corresponsabili i vertici del Policlinico e dell’Università di Messina. Inoltre, riteniamo che, tenuto conto dell’azione amministrativa posta in essere dal Commissario straordinario dell’AOU Policlinico di Messina caratterizzata da un palese contrasto con la volontà dell’assessorato, vi siano tutte le condizioni per procedere alla immediata rimozione dello stesso dall’incarico di Commissario Straordinario del Policlinico».

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