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Cefalea malattia sociale, in Sicilia ne soffrono più di 500 mila persone

17 Dicembre 2019

Esperti a confronto a Palermo per migliorare il governo clinico del paziente cefalalgico

 

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L’emicrania è una delle 10 cause di disabilità più diffuse al mondo. Solo in Italia, secondo le ultime stime, ne soffrono 26 milioni di persone, per la maggior parte donne. Anche in Sicilia l’incidenza della malattia è notevole, con più di 500 mila cefalalgici, gran parte dei quali non censiti. Una patologia altamente invalidante ma che da sempre viene trascurata e, troppo spesso, derubricata come semplice “mal di testa”.

Un gap culturale che va abbattuto per restituire dignità alle centinaia di migliaia di pazienti di fatto discriminati rispetto a quanti soffrono di altre patologie che suscitano una maggiore “empatia” sociale. Ma c’è un altro motivo che determina l’emergenza di trattare con la massima attenzione le cefalee: il tema dei costi: quelli diretti legati alla spesa sanitaria. Solo in Sicilia si stima una spesa annuale di circa 1,6 miliardi per i farmaci specifici, senza tener conto del grave problema dell’inappropriatezza delle cure, con il frequente fenomeno del ricorso (e conseguente abuso) di analgesici per combattere il dolore.

Ci sono poi i costi indiretti che gravano non solo sul sistema sanitario, ma sull’intera economia del paese, basti pensare all’enorme mole di giorni lavorativi persi a causa degli attacchi di cefalea. Infine il tema dei costi intangibili, determinati dal crollo della qualità della vita cui vanno incontro i pazienti cefalalgici. Una corretta diagnosi e la disponibilità di nuove terapie possono contribuire in maniera notevole ad una migliore qualità di vita e produttività.

Proprio di questo si è parlato nel corso dell’evento “Innovazione nel governo clinico del paziente affetto da cefalea”, tenutosi a Palermo lo scorso 14 dicembre. Responsabili scientifici dell’evento che ha messo a confronto esperti in ambito clinico, farmacologico, organizzativo, sanitario e sociale, sono stati Filippo Brighina e Mario Zappia. Nel corso della giornata si è parlato degli aspetti clinici dell’emicrania, dell’impatto sociale ed economico della malattia, delle nuove prospettive terapeutiche e della governance clinica del paziente cefalalgico.

Fra gli intervenuti Brigida Fierro, Gioacchino Tedeschi, Maurizio Elia, Gabriella Farinella, Caternia Emio, Vincenzo Raieli, Rosaria Rapisarda, Pierangelo Geppetti, Cecilia Camarda, Antonio Sandullo, Michele Vecchio, Giovanna Randisi, Alberto Firenze, Massimo Autunno, Rosario Grugno, Salvatore Cottone, Giovanni De Luca ed Ester Reggio. La giornata si è conclusa con una tavola rotonda moderata dal direttore responsabile di insantas Michele Ferraro alla quale hanno preso parte il direttore scientifico del IRCCS Bonino Pulejo Palcido Bramanti, il dirigente generale del DASOE Maria Letizia Di Liberti, la responsabile nazionale di AlCe (Alleanza Cefalalgici) Laura Merighi con il delegato regionale Carmelo Buono, il coordinatore regionale AINAT (Associazione Italiana Neurologi Ambulatoriali Territoriali) Carlo Alberto Mariani, Salvina Schiavone (Direttore U.O.C. Farmacia Asp Siracusa), Concetta La Seta (Direttore Farmacia AUO Policlinico Giaccone, Palermo), Mario Bilardo (Presidente Ordine dei Farmacisti di Palermo), Alessandro Oteri (Dirigente Servizio 7 Assistenza Farmaceutica, Assessorato della Salute, Regione Siciliana) e i responsabili scientifici Filippo Brighina e Mario Zappia.

L’evento, sponsorizzato dalla Novartis, è stato realizzato con il patrocinio della Regione Siciliana, Ordine dei Farmacisti di Palermo, Al.Ce, Sisc, Anircef e Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle Aziende Sanitarie.

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