Caso Buscema, la presa di posizione di un gruppo di medici catanesi dopo il commissariamento

7 settembre 2018

esprimiamo soddisfazione per questa iniziativa. Tuttavia, rileviamo come ci si trovi al cospetto di un atto politico che giunge a “sanare”, dall’esterno, il vulnus di un mancato intervento che avrebbe dovuto qualificare, dall’interno, l’azione di autogoverno della Professione Medica.

 

di

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata alla nostra redazione da un gruppo di 10 medici Catanesi a seguito della notizia del commissariamento del presidente dell’Ordine dei Medici di Catania diramata con una circolare dagli uffici del Ministero della Salute (leggi qui)

Apprendiamo dalla stampa che il Ministero della Salute ha notificato alla Federazione degli Ordini dei Medici la sussistenza degli “elementi per procedere all’attivazione di procedura di commissariamento” dell’OMCeO provinciale di Catania, in ragione del rinvio a giudizio del Presidente con l’accusa di “abuso di ufficio, diffamazione, rifiuto e omissione di atti di ufficio”.
Da medici che hanno vissuto una prolungata situazione di disagio ed imbarazzo per gli eventi che hanno caratterizzato il recente corso del proprio Ordine, esprimiamo soddisfazione per questa iniziativa. Tuttavia, rileviamo come ci si trovi al cospetto di un atto politico che giunge a “sanare”, dall’esterno, il vulnus di un mancato intervento che avrebbe dovuto qualificare, dall’interno, l’azione di autogoverno della Professione Medica. Infatti, sebbene l’autorevole presa di posizione del Ministero della Salute prenda le mossa dall’ultimo tra gli eventi, al vaglio degli inquirenti, che hanno visto protagonista in negativo il Presidente dell’Ordine di Catania, a nostro avviso, c’è di più. Si fa riferimento anche ad alcune scelte politiche e gestionali che hanno portato alle dimissioni 11 su 17 consiglieri dell’OMCeO catanese. Su tutte, la decisione (assunta senza interpellare il proprio Consiglio Direttivo) di non far costituire in giudizio come parte civile l’Ordine dei Medici di Catania al processo penale intentato da una incolpevole donna medico nei confronti di un soggetto reo di averle usato violenza nell’assolvimento dei suoi doveri assistenziali in Guardia Medica, presidio di frontiera a tutela della continuità assistenziale dei cittadini. Per tale ragione, grazie all’interessamento di una nota trasmissione televisiva, il Presidente dell’Ordine di Catania venne alla ribalta della cronaca nazionale. Infatti, la costituzione in sede di processo avrebbe potuto rappresentare l’unico vero atto di sostegno concreto al medico aggredito, peraltro, in un contesto in cui altri gravissimi episodi di violenza si erano già verificati, senza però far registrare l’adozione, ad opera degli enti preposti, di interventi efficaci a prevenirli. Orbene, a fronte del malcelato tentativo del Presidente dell’OMCeO catanese di giustificare la propria discutibile decisione, il Presidente della FNOMCeO, presente in studio, gli rivolse un laconico “hai sbagliato”. Poche parole, ma chiare, che vennero interpretate dagli scriventi quale segnale di speranza circa il rinnovato esercizio, da parte della FNOMCeO, del proprio ruolo di garanzia nei confronti di tutti gli iscritti agli Ordini e non di una oligarchia. Ciononostante, a quella presa di posizione verbale non ha fatto mai seguito alcun intervento formale da parte della Federazione, che anzi si è trincerata dietro un assordante silenzio, anche di fronte all’emergere degli ulteriori fatti di cronaca richiamati.
D’altra parte, anche in passato, innanzi ad eventi oggetto di contestazione da parte di una folta schiera di medici siciliani, la FNOMCeO è rimasta a guardare. È il caso della Fondazione degli Ordini dei medici siciliani, in origine disegnata per essere gestita a vita dai 9 fondatori, ovvero gli allora Presidenti degli OMCeO siciliani. Anche in quell’occasione toccò alla politica l’onere di tutelare i medici, a mezzo di una interrogazione Parlamentare presentata dall’On. Giulia Grillo, oggi Ministro della Salute. Citiamo tale evento non a caso, poiché sembra che il non dimissionario Presidente dell’OMCeO di Catania, stante quanto previsto dallo statuto, da socio fondatore potrebbe continuare a ricoprire ruoli all’interno di questo ente di diritto privato, cui sono state demandate alcune competenze degli Ordini, “sottraendole” quindi al controllo degli iscritti agli OMCeO siciliani.
Il Presidente dell’OMCeO di Catania, nonostante una palese paralisi amministrativa dell’ente da lui guidato, invece di seguire l’esempio dei consiglieri dimissionari, ha preferito indire le elezioni suppletive pur essendo “politicamente sfiduciato”. Inoltre, qualora oggi si votasse per il rinnovo del Consiglio Direttivo dell’OMCeO di Catania, non sarebbe possibile recepire il principi di “equilibrio di genere e ricambio generazionale nella rappresentanza” nonostante la Legge 11 gennaio 2018, n. 3 lo preveda, a causa di lacune dei decreti attuativi.
Nonostante tutto, gli scriventi vogliono guardare con fiducia all’atto politico assunto dal Ministero della Salute. Confidiamo che esso possa rappresentare uno spartiacque, a partire dal quale la FNOMCeO si lasci alle spalle ogni logica di gattopardiana memoria, per esercitare, d’ora innanzi e senza tentennamento alcuno, il ruolo di garanzia che è proprio dell’Istituzione ordinistica.
Pertanto, rivolgiamo un appello al Ministro della Salute, affinchè dia seguito alla piena applicazione della recente riforma degli Ordini dei Medici, migliorandone i persistenti aspetti critici, ed al Presidente della FNOMCeO, affinchè esiti in tempi brevi il parere necessario a consentire al Ministero di porre in essere il commissariamento dell’Ordine dei Medici di Catania.
Inoltre, chiediamo una netta presa di posizione della FNOMCeO sul citato progetto di Fondazione degli OMCeO siciliani, nato con delle premesse infelici e percepito come strumento più appannaggio dei Presidenti dei Consigli Direttivi che a servizio dei medici siciliani. Infatti, dopo che gli Ordini hanno strenuamente combattuto per mantenere il vecchio assetto organizzativo su base provinciale, pur essendo già state abolite le Provincie nel nostro Paese, l’iniziativa di gemmare ulteriori entità, per di più di diritto privato, assume agli occhi degli iscritti il significato di una ulteriore ed inammissibile moltiplicazione di ruoli, nonché di una impropria devoluzione di competenze, che indeboliscono la credibilità dell’Istituzione agli occhi dell’opinione pubblica e dei Medici.

Quanto sopra si deve per restituire l’Ordine a tutti i Medici!

Dr Albanese Pasquale Gianluca iscritto OMCeO Catania
Dr Ciciulla Marina iscritta OMCeO Catania
Dr D’Antone Carmelo iscritto OMCeO Catania
Dr Falcone Maria Francesca iscritta OMCeO Catania
Dr Longo Giuseppe iscritto OMCeO Catania
Dr Patanè Paola iscritta OMCeO Catania
Dr Percolla Claudio iscritto OMCeO Catania
Dr Troisi Renato iscritto OMCeO Catania
Dr Tudisco Grazia iscritta OMCeO Catania
Dr Viscuso Cristina iscritta OMCeO Catania

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV