Caso 118 Sicilia, l’Ugl: «Bene il “no” alla privatizzazione, ma restano altre criticità da risolvere»

13 Maggio 2016

Dopo l'incontro con l'assessore Gucciardi, il sindacato plaude alla volontà di non privatizzare la Seus ma lancia pure una piattaforma programmatica per risolvere altre criticità dell'azienda e tutelare i diritti dei lavoratori.

 

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PALERMO. Sulla vicenda del 118 Sicilia interviene anche la segreteria regionale di Ugl Sanità: «Abbiamo ricevuto delle rassicuranti conferme da parte delle autorità regionali che hanno mostrato il proprio interesse nel mantenere l’attuale connotazione pubblica del servizio 118», è il prologo del comunicato stampa firmato dal segretario regionale Enzo Spada dopo l’incontro dei sindacati con l’assessore Baldo Gucciardi.

Tutto risolto? Non proprio, come conferma lo stesso sindacato: «Si è altresì discusso della necessità di migliorare la gestione societaria al fine di sanare tutte le criticità presenti e prevenirne di future. E noi abbiamo fortemente espresso il nostro dissenso relativamente alle diverse problematiche riscontrate da parte dell’intera categoria degli autisti soccorritori».

Ecco le richieste dell’Ugl:

  1. L’avanzamento di livello contrattuale in C1 già da tempo maturato e non ancora realizzato;
  2. L’eliminazione dell’obbligo che Seus impone ai dipendenti di permanere in servizio oltre le ore lavorate;
  3. L’opportuna collocazione dei dipendenti inidonei al fine di scongiurarne il licenziamento;
  4. La valutazione della reperibilità;
  5. La nomina di un Direttore Generale della Seus.

Il comunicato stampa dell’Ugl prosegue così: «In risposta a quanto espresso da parte nostra l’assessore alla Salute ha dichiarato il proprio personale impegno al fine di evitare ogni rischio di licenziamento per la categoria degli inidonei, e ha ribadito che non vi sarà alcuna privatizzazione di Seus».

Infine, il sindacato sottolinea: «Restiamo in vigile attesa che si possa realizzare al meglio ogni obiettivo, ponendoci sempre a difesa dell’esclusivo interesse dei lavoratori».

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