Caso 118 Sicilia, la deputata Grasso: «In Seus operatori ammirevoli, ma manca una guida»

6 Maggio 2016

L'esponente di Forza Italia all'Ars: «Dopo le dimissioni del direttore Angelo Aliquò avvenute oltre due anni fa, regnano i dubbi e l'improvvisazione. Si salva solo la dedizione e il senso del dovere dei soccorritori».

 

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CATANIA. «Il destino del 118 siciliano, uno dei servizi più importanti per la salute e la sicurezza dei cittadini, continua, nonostante le grida di allarme provenienti da più parti, a essere avvolto dall’incertezza».

La denuncia arriva dalla parlamentare di Forza Italia all’Ars, Bernardette Grasso (nella foto), per la quale «fatti salvi la dedizione e il senso del dovere degli operatori, che tutti i giorni salgono sulle ambulanze e assicurano un servizio essenziale per la popolazione, per il resto regnano i dubbi e l’improvvisazione».

«Dopo le dimissioni, quasi due anni fa, di Angelo Aliquò la Seus continua a non avere un direttore e, forse, alla luce di recenti valutazioni non è un caso. Le scelte e le decisioni importanti continuano a essere improntate alla ricerca di soluzioni tampone. A intervalli regolari si torna a parlare di costi del 118 in Sicilia, ma si continua a glissare sulle voci che potrebbero realmente comportare notevoli risparmi senza compromettere la qualità».

Tra queste, secondo la deputata forzista c’è la creazione della «Agenzia dell’emergenza», con il totale passaggio al pubblico della gestione del settore.

«Urge una riorganizzazione della rete, non più adeguata alle attuali esigenze di efficienza e di razionale distribuzione del servizio e della turnazione del personale- conclude Grasso- Il continuo protrarsi di problemi arcinoti e la colpevole mancanza di scelte ormai indispensabili suscitano da tempo più di una perplessità».

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