Caso 118 Sicilia, il monito di Confintesa Sanità: «Non si tocchino gli stipendi degli operatori»

9 Maggio 2016

Il segretario generale Domenico Amato: «La Seus ha già applicato una severa spending review su tutte le voci di spesa, fino ad arrivare ad un demansionamento selvaggio dei quadri aziendali intermedi. Inoltre ha già eliminato la figura dei direttori sanitario ed amministrativo e da due anni è pure senza direttore generale».

 

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PALERMO. Sul caso 118 Sicilia interviene con un comunicato stampa anche Domenico Amato, segretario generale della Federazione Confintesa Sanità: «La Regione non ha intenzione di sottoscrivere il contratto di servizio del 118 siciliano prima di aver confrontato la sostenibilità degli attuali costi di gestione con i costi standard ed i benchmark dei prezzi di mercato. Nessun problema se si vogliono rivedere sui costi accessori del servizio, ma non si può pensare di agire sulle retribuzioni dei lavoratori».

«Ricordiamo che la Seus non vende beni di consumo, ma servizi essenziali per la salute del cittadino, il cui standard di efficienza deve restare all’altezza delle aspettative dei cittadini».

«Inoltre la Seus ha già applicato una severa spending review su tutte le voci di spesa, fino ad arrivare ad un demansionamento selvaggio di tutti i quadri aziendali intermedi, censurati poi dai vari Tribunali del lavoro, che hanno dato ragione ai lavoratori».

«Altro risparmio forzato è stata l’eliminazione delle figure del Direttore Amministrativo e del Direttore Sanitario, oltre che, da ben due anni, della figura del Direttore Generale, mentre i lavoratori della Seus hanno già contribuito al risparmio quando, nel passaggio dalla Sise alla Seus, hanno rinunciato spontaneamente a cifre ingenti sull’altare del risparmio di spesa», conclude Amato.

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