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Caso 118 Sicilia, Gucciardi in persona rassicura i sindacati: «La Regione non vuole privatizzare la Seus»

12 Maggio 2016

Stamattina vertice in assessorato alla Salute dopo le proteste dei giorni scorsi. Tuttavia le organizzazioni di categoria non si accontentano e sottoscrivono un documento che sottolinea numerose altre criticità da risolvere per garantire la piena operatività della Seus e tutelare i diritti dei lavoratori. Intanto la convenzione con la Regione è stata prorogata per due mesi, fino al 30 giugno.

 

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PALERMO. «Il 118 siciliano non andrà in mano ai privati». Il messaggio dell’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, ha un tono che non ammette repliche o fraintendimenti: il servizio di emergenza-urgenza resterà nel settore pubblico. Capitolo chiuso.

Gucciardi ha rimarcato il concetto (ribadito in precedenza anche dall’assessore all’Economia, Alessandro Baccei) stamattina durante un incontro con le rappresentanze sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials, che erano state convocate per cercare di gettare acqua sul fuoco delle polemiche divampate nei giorni scorsi: la miccia era stata la verifica sui conti della Seus, la società che gestisce il servizio, da parte della Regione, con il conseguente mancato rinnovo del contratto di servizio.

«All’inizio dell’incontro- dice Enzo Tango, segretario della Uil Fpl Sicilia- abbiamo chiesto certezze sul mantenimento della natura pubblica del 118. L’assessore ha smentito categoricamente il rischio della privatizzazione e ha parlato di un ‘equivoco’ con Baccei. Abbiamo anche chiesto delle certezze per quanto riguarda il posto di lavoro dei dipendenti. Siamo soddisfatti delle rassicurazioni ricevute, non ci sono pericoli e verranno mantenuti i posti di lavoro. Però tutte le problematiche relative a mobilità o applicazione dei contratti esistono e sono interne alla Seus. Ad esempio, non esiste omogeneità sul territorio per quanto riguarda l’applicazione dei contratti. Le remore nei confronti della Seus rimangono».

Interviene anche Enzo Munafò, segretario regionale Fials: “È andata abbastanza bene. Resta un problema: definire con l’assessore all’Economia le condizioni in cui opera Seus. Per quanto concerne il rinnovo della convenzione, siamo in regime di proroga fino al mese prossimo. Il dirigente generale Gaetano Chiaro ci ha garantito che, dopo i chiarimenti dell’azienda e dell’assessorato, la partita sarà chiusa entro giugno. Secondo lui non sarà necessario ricorrere ad ulteriori proroghe. Infine, sul fronte dei 40 dipendenti dichiarati inidonei a continuare il servizio, l’assessore ha rassicurato dicendo che non saranno licenziati, ma dovrebbero essere spostati ad altre mansioni, decise sulla base di convenzioni ad hoc con le aziende interessate».

I lavoratori della società che gestisce il 118 in Sicilia sono ben 3.200. La Seus costa alle casse regionali circa 110 milioni l’anno, cifra sulla quale il ragioniere generale della Regione, Salvatore Sammartano, vuol veder chiaro.

Da qui la decisione di effettuare i controlli e di prorogare solo di un paio di mesi la convenzione. E da qui la levata di scudi dei sindacati che, dopo una manifestazione di protesta, hanno chiesto un incontro urgente in assessorato.

Nel frattempo, l’assessore Baccei ha lanciato un paio di proposte alternative, tipo l’affidamento alla Seus anche di mansioni differenti o un piano di razionalizzazione dei costi. Tutte ipotesi che, al momento, restano tali.

In ogni caso, al termine dell’incontro di stamattina, i sindacati hanno sottoscritto un verbale con cui lanciano una piattaforma di proposte sul futuro della Seus e del 118:

«Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Fials sono nettamente contrari ad arretramenti rispetto alla gestione pubblica del servizio di 118 e rilanciano la costituzione di un’Agenzia regionale dell’emergenza che sia capace di comprendere e governare l’intera rete dell’emergenza urgenza», è il prologo del documento.

Poi i sindacati aggiungono: «L’assessorato alla Salute che ha già condiviso due piani industriali, mai pienamente attuati per ragioni incomprensibili, ha trascurato le esigenze gestionali della Seus abbandonandola al suo destino, alla gestione solitaria ed alla buona volontà del presidente».

«Adesso, dopo avere scongiurato, per dichiarazione dello stesso assessore e del Dirigente generale del DPS durante l’incontro odierno, ogni ipotesi di privatizzazione del servizio di 118, l’assessore Gucciardi deve scongiurare ogni ipotesi di destrutturazione societaria sulla base della sostenibilità tout court dei costi del servizio senza considerare i LEA, e deve garantire l’implementazione della struttura organizzativa e il sostegno per la soluzione delle criticità aziendali. L’impegno assunto dall’assessore nel corso dell’incontro di oggi sul mantenimento dell’egida pubblica del 118 rappresenta il primo passo».

Le organizzazioni sindacali, quindi, avanzano altre richieste:

  1. La distribuzione capillare del 118 in tutto il territorio regionale, anche più remoto e difficile da raggiungere.
  2. La qualità delle prestazioni erogate con garanzia di professionalità del personale impiegato.
  3. La salvaguardia dei livelli occupazionali e di inquadramento di tutti i lavoratori del 118.
  4. Le giuste tutele contrattuali, sia giuridiche che economiche.
  5. Il riconoscimento di importanti istituti contrattuali quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, la reperibilità.

 

Inoltre, i sindacati chiedono «un autorevole intervento assessoriale per risolvere alcune criticità aziendali, sia organizzative che gestionali, tra cui spiccano»:

  1. La mancata nomina di dirigenti strutturati, selezionati meritoriamente, e l’assenza di figure organizzative intermedie.
  2. La mancata attuazione del piano industriale.
  3. La disomogenea distribuzione del personale rispetto ai fabbisogni, con impatto sulle dinamiche di organizzazione e gestione delle risorse umane (debito/credito orario/turnazioni).
  4. La vetustà del parco ambulanze, con lievitazione dei costi di manutenzione.
  5. Il mancato rinnovo dei DPI (dispositivi di protezione individuale).
  6. L’assenza di un contratto integrativo aziendale capace di disciplinare le peculiarità del SUES.
  7. La mancata ricollocazione del personale inidoneo nell’ambito del SSR e delle società partecipate.
  8. La riqualificazione del personale interno sulla base del fabbisogno professionale (quadri ed infermieri) anche per conseguire qualità e risparmi di gestione.

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