Casi in aumento ed insufficiente ricorso alle vaccinazioni: anche in Sicilia è ormai emergenza morbillo

23 Marzo 2017

Il ministero della Salute ha lanciato l'allarme per tutta Italia, dove c'è un aumento di ben il 230 per cento rispetto al 2016. Nella nostra regione la copertura vaccinale è ben al di sotto degli standard ottimali ed i pediatri lanciano un appello.

 

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CATANIA . «L’epidemia da morbillo è alla porte ed è inevitabile se la copertura vaccinale è ben al di sotto degli standard ottimali. In Sicilia non superiamo complessivamente l’80% quando una buona percentuale dovrebbe aggirarsi intorno al 95». Con queste parole, Mario Cuccia (responsabile del Servizio di epidemiologia dell’Asp di Catania) sottolinea l’allarme lanciato dal Ministero della Salute.

«Dal mese di gennaio 2017- si legge in una nota del Governo- è stato registrato un preoccupante aumento del numero di casi di morbillo in Italia. A fronte degli 844 casi di morbillo segnalati nel 2016, dall’inizio dell’anno sono già stati registrati più di 700 casi, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui si erano verificati 220 casi, di oltre il 230 per cento».

Nelle due tabelle che vi mostriamo è possibile riscontrare l’incidenza del fenomeno per ciascuna Regione d’Italia. A fronte di soli 69 casi totali nel gennaio 2016, si registrano 238 casi nello stesso mese del 2017. In Sicilia, in particolare, l’aumento ha inciso con rapporto 1:4 e la percentuale di conferma è passata dallo zero al 100% in soli 12 mesi.

Casi di morbillo in Italia. 2017

Casi di morbillo in Italia. gennaio 2016

«Per noi pediatri- commenta Salvatore Bonforte, medico specializzato in pediatria- è una battaglia continua per cercare di persuadere decine di genitori a far vaccinare i propri figli ed è una conquista riuscire a convincerli che sia la strada più giusta da seguire. Il livello di copertura vaccinale nella provincia di Catania si aggira tra il 70 e il 77% e la causa risiede nella sfiducia della gente nei confronti della vaccinazione».

La causa risiederebbe nella presunta correlazione tra vaccini e autismo, sollevata per la prima volta dal dott. Andrew Wakefield il quale, in un articolo della nota rivista britannica The Lancet, sostenne che il vaccino trivalente (quello in cui rientrano morbillo, parotite e rosolia ndr) potesse provocare autismo. Fortunatamente lo studio venne ben presto smentito dal General Medical Council britannico con conseguente radiazione del medico anglosassone dall’Ordine professionale.

L’Organizzazione mondiale della Sanità si è espressa in maniera chiara: «I dati epidemiologici disponibili mostrano che non c’è evidenza di una connessione tra il vaccino contro morbillo-parotite-rosolia e i disordini dello spettro autistico. Precedenti studi che indicano una connessione causale sono risultati seriamente viziati da errori. Non c’è nemmeno un’evidenza che suggerisca come gli altri vaccini dell’infanzia aumentino il rischio dei disordini dello spettro autistico. Inoltre, studi di revisione commissionati dall’Oms hanno concluso che non c’è associazione tra l’uso di conservanti nei vaccini […] e i disordini dello spettro autistico».

Secondo il dott. Cuccia «la situazione attuale rispecchia il senso di profonda sfiducia nei confronti del quadro politico generale. Le strumentalizzazioni politiche non fanno altro che disorientare i cittadini, sempre più indotti a pensare che ci siano interessi economici nascosti. È una situazione molto pericolosa perché si va incontro a un aumento considerevole del morbillo con conseguenze non indifferenti sull’intera popolazione».

Intanto il governatore della Sicilia Rosario Crocetta avrebbe aperto la strada al ddl che prevede l’obbligo delle vaccinazioni per poter iscrivere i propri figli all’asilo nido e alla scuola materna. A distanza di circa 3 mesi, si attende ancora il parere della Commissione Sanità dell’Ars, mentre l’assessore Baldo Gucciardi avrebbe promesso una “corsia preferenziale” per accelerare i tempi.

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