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Casi di Coronavirus pure tra i farmacisti: ecco il decalogo per evitare contagi

9 Marzo 2020

La Federazione Ordini Farmacisti Italiani ha deciso di intervenire dettando delle indicazioni operative chiare per tutti i farmacisti.

 

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In seguito ai primi casi di Coronavirus che si sono registrati tra i farmacisti che lavorano nelle farmacie aperte al pubblico, che hanno determinato, per alcune di esse, il provvedimento di chiusura, la Fofi, Federazione Ordini Farmacisti Italiani, ha deciso di intervenire dettando delle indicazioni operative chiare per tutti i farmacisti.

Il decalogo predisposto dalla Fofi riporta sia le indicazioni generali che in questi giorni sono state diffuse dal Ministero e dall’Istituto Superiore di Sanità, come mantenere la distanza minima di un metro tra una persona e l’altra o quella riguardante la frequente pulizia delle mani, ma anche indicazioni più specifiche attese da tutta la categoria.

Come ci ha raccontato Mario Bilardo, presidente della Fofi Palermo, il decalogo chiarisce alcuni punti, ai quali prima non si era posta la giusta attenzione, come quello riguardante le attività di tutoraggio per i tirocini che vengono svolti dai farmacisti nei confronti degli studenti dei corsi di laurea.

“Questo punto è importante perché erano uscite tutta una serie di indicazioni diverse tra loro, la Federazione è intervenuta chiarendo che in tutta Italia sono sospese le attività didattiche. Poiché questi tirocini sono curricolari, cioè gli studenti li devono fare per potersi presentare poi agli esami di laurea, essendo sospese le attività didattiche anche questi devono essere sospesi. Obiettivamente è importante che, anche per la tutela di questi giovani, la Federazione ne abbia tenuto conto.”

La circolare della Federazione contiene anche una nota indirizzata alle autorità per proporre l’adozione di una disciplina delle esportazioni dei medicinali, di dispositivi medici e di presidi medico-chirurgici, al fine di evitare di doversi trovare a fronteggiare situazioni di rarefazione di tali prodotti sul territorio nazionale.

“Per esempio, c’è carenza di mascherine e di disinfettanti per le mani in tutta Italia. Per quello che riguarda i disinfettanti le farmacie cercano di attrezzarsi anche per rispondere ai bisogni della popolazione, però c’è carenza dei contenitori adatti. Allora come tutti i posti dove c’è accesso di pubblico, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri prevede la presenza di disinfettanti per le mani adatti per chiunque entri.”

Su questo punto Bilardo ha raccontando che molte farmacie di Palermo, si sono attrezzate per preparare nei loro laboratori galenici dei disinfettanti. Purtroppo non ci sono disponibili i contenitori per poterli utilizzare.

“Questo perché con l’aumento della richiesta di prodotti sono finite le scorte ed ho la sensazione che ci sia qualche provvedimento del Dipartimento di Protezione Civile che cerca giustamente di veicolarli verso gli ospedali delle zone rosse, o i servizi sanitari delle zone rosse.

“Altro problema che mette in evidenza la nota federale, riguarda quello di garantire che il personale farmacista in servizio per la comunità, possa essere dotato delle mascherine.

“Quantomeno per potere fronteggiare un eventuale emergenza nel momento stesso in cui si manifesti, non successivamente al manifestarsi. Intendo dire che, come si prevede nei servizi di Pronto Soccorso sanitario, che sono pronti per eventuali emergenze legate a malati o contagiati, quindi hanno delle scorte disponibili, anche le farmacie che sono un presidio sanitario su tutto il territorio nazionale dovrebbero avere quantomeno per l’uso dei loro operatori, farmacisti e non, una certa scorta di mascherine da poter utilizzare, però non ce ne sono.”

Ecco il decalogo:

1. Evitare assembramenti nei locali, eventualmente disciplinando gli accessi con l’apertura regolata delle porte di ingresso;
2. Garantire una distanza minima di almeno un metro sia tra i pazienti presenti sia tra questi ultimi e i farmacisti al banco, nonché il personale addetto;
3. Ove la specifica situazione territoriale sia valutata a rischio, indossare dispositivi di protezione individuale (mascherine e guanti);
4. Rendere disponibili ai cittadini nei locali i prodotti per la igienizzazione o disinfezione delle mani;
5. Lavarsi frequentemente le mani ed evitare di toccarsi occhi, naso e bocca;
6. Effettuare una pulizia accurata degli ambienti (in particolare, del bancone e dell’area prospiciente ad esso) con disinfettanti a base di alcol o cloro;
7. Nebulizzare nell’ambiente spray igienizzanti;
8. Esporre l’ultima versione del decalogo dell’istituto superiore di sanità, nonché eventuali altre informazioni di pubblica utilità;
9. Sospendere le attività dei tirocini dei corsi di laurea per tutta la durata di interruzione delle attività didattiche negli atenei;
10. Gestire i rapporti con i fornitori e con i loro incaricati in modo da limitare i contatti con i pazienti.

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