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CasAmica onlus, trent’anni di accoglienza ai malati e ai loro familiari

28 Giugno 2018

L'intervista al direttore dell'associazione di volontariato.

 

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Ogni anno in Italia circa 400 mila persone, affette da gravi patologie, sono costrette a spostarsi lontano dalla propria città per ricevere le cure necessarie.

Tra queste vi sono molte famiglie che, a causa di fragilità economiche, non possono permettersi un alloggio. Per sopperire a questa mancanza, trent’anni fa è nata l’Associazione CasAmica Onlus, che accoglie i malati e i loro familiari in una serie di alloggi.

«Quello della migrazione sanitaria è un fenomeno molto complesso, in particolare mi riferisco a quando c’è una patologia grave, in cui spesso è a rischio la vita. Oltre al disagio della malattia, che sarebbe già di per sé sufficiente, sono associati altri problemi come quelli economici e lavorativi, per cui c’è una multi-complessità», spiega Stefano Gastaldi, direttore dell’organizzazione di volontariato.

Ed aggiunge: «Le nostre case hanno un’indicazione di contributo che va dalle 12 alle 16 euro al giorno (compresi i pasti) ma sono gratuite per alcune categorie come i minori. La gratuità inoltre si estende laddove c’è necessità, quindi c’è un discernimento sulle situazioni, attraverso l’ascolto e la collaborazione con gli ospedali, gli assistenti sociali o altre associazioni. Di queste situazioni se ne fa totalmente carico il no profit che non riceve neanche un centesimo di contributo. Noi facciamo tutto attraverso il sostegno ottenuto con le raccolte fondi e le campagne solidali. Il contributo indicativo da noi stabilito non è sufficiente a coprire neanche il 50% del costo reale di una camera quindi si cerca sempre di trovare un equilibrio che ogni anno va rielaborato, anche perché in questo periodo di crisi l’esigenza di un aiuto è cresciuto in maniera esponenziale».

La Sicilia è una delle regioni più interessate dal fenomeno, circa trentamila isolani sono costretti a spostarsi annualmente dal punto di vista della malattia oncologica, escludendo da questo dato le altre patologie.

«Da sempre CasAmica Onlus ha la Sicilia come Regione di maggiore di provenienza dei propri ospiti, infatti, il 20-30% di loro sono siciliani. Noi abbiamo 4 case a Milano che ospitano 4/5 mila persone l’anno e adesso abbiamo creato anche una nuova struttura a Roma», aggiunge Gastaldi.

Inoltre sottolinea: «La migrazione che va da Sud a Nord ha le caratteristiche della necessità vitale, i cosiddetti viaggi della speranza, e spesso queste famiglie arrivano a Milano con diagnosi sbagliate, con perdite di tempo e quindi con un clima anche di sfiducia nel proprio territorio».

Quindi l’appello: «Tutto ciò costa di centinaia di milioni di euro in termini di rimborsi, pertanto si dovrebbero aprire dei tavoli di confronto istituzionali per lavorare insieme. CasAmica Onlus non si limita a fornire una casa dignitosa e accogliente ma sopperisce alle mancanze istituzionali perché le famiglie in questi momenti delicati non devono essere lasciate sole. Quelle nostre sono case-famiglia, in cui vivere insieme è fondamentale. La nostra associazione sostiene gli ospiti con i propri volontari, che diventano dei punti di riferimento, oltre a fornire diversi servizi come il supporto psicologico, la musicoterapia, la pet therapy, la possibilità di una continuità scolastica per i bambini e gli adolescenti, il sevizio di navetta. Insomma cerchiamo di fare il possibile a trecentosessanta gradi».

Riportiamo la testimonianza del messinese Giovanni Smedile: «CasAmica, più passa il tempo e più mi rendo conto del perché si chiami così. Io sono in cura a Milano e salgo dal 2010 con mia moglie. Per ora vado ogni mese per la chemio e i controlli. I volontari mi fanno sentire sempre a casa mia. C’è tanta gente che usufruisce di questo servizio, non c’è mai una stanza libera. Nella sala comune in cui si mangia ci raccontiamo le nostre esperienze e ci diamo conforto anche se le sofferenze sono diverse. Per noi questa casa è molto importante, sono migliaia le persone che la frequentano ogni anno e non ho mai sentito nessuno lamentarsi».

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