Carenza d’organico e locali inadeguati: Pronto soccorso del Cervello, è ancora emergenza

14 Giugno 2019

A sollecitare interventi per risolvere le criticità è il sindacato Cimo. Il primario conferma i disagi ma sottolinea: «La situazione è in miglioramento ed è previsto un potenziamento del personale».

di Valentina Grasso

PALERMO. «Mio marito staziona da giorni in corridoio su una barella», dice in lacrime la moglie di un paziente. E un altro paziente aggiunge sconfortato: «Siamo stanchi, non sappiamo più cosa fare e dove andare».

Sono solo alcune delle lamentele a proposito della drammatica situazione in cui versa il pronto soccorso dell’ospedale “Cervello”.  Nonostante i fondi stanziati dall’assessorato alla Salute per l’adeguamento della struttura, i lavori di ristrutturazione non sono stati ancora messi in atto.

I locali del pronto soccorso non sono adeguati a rispondere alla domanda del territorio tanto che «non è attiva l’Osservazione breve intensiva- dichiara Giuseppe Bonsignore, segretario aziendale Cimo- Ciononostante i pazienti vengono comunque trattenuti perché mancano anche i posti letto in ospedale dove collocare i pazienti che necessitano di ricovero e quindi stazionano anche per due, tre giorni nei corridoi in barella».

A pesare c’è anche la carenza di personale infermieristico e medico. «Esiste un problema di grave criticità dell’organico soprattutto dei medici- denuncia Bonsignore- Negli ultimi mesi di fronte a un organico sulla carta di sedici unità, che comunque è assolutamente sottostimato, abbiamo avuto delle punte critiche con una mancanza del 50% di queste sedici unità».

Per sopperire alla mancanza di medici si è provveduto con una mobilità d’urgenza da reparti affini al pronto soccorso (gastroenterologia, medicina interna e semintensiva, pneumologia). «Così non si può andare avanti-aggiungono dal Cimo- perché questa mobilità d’urgenza prevede contrattualmente un periodo massimo per ciascun medico di un mese. Oltretutto, facendo questa operazione, si vengono a sguarnire i reparti di provenienza».

Nelle ultime settimane la situazione è in miglioramento. «Dal primo giugno sono giunti in mobilità tre medici da altre aziende ospedaliere e il primo luglio prenderà servizio un altro medico a tempo determinato», afferma Bonsignore.

A confermarlo c’è il primario Aurelio Puleo: «A fine maggio abbiamo vissuto un momento difficile a causa di una serie di dimissioni da parte dei medici del pronto soccorso. Mentre altri hanno preferito spostarsi in altri presidi. Ora abbiamo ricevuto aiuto dall’assessorato e, grazie anche al lavoro del direttore generale, è stata sbloccata la mobilità di tre colleghe dalla provincia sul nostro presidio».

Il supporto è arrivato anche dall’Asp: «Ha destinato una parte dei medici del 118 alle attività del pronto soccorso. Mettendo insieme tutte queste risorse siamo arrivati a tredici unità».

Un numero che appare ancora insufficiente per far fronte alla richiesta del presidio, soprattutto nei mesi estivi, e raggiungere il monte indicato in pianta organica che a sua volta rimane comunque inadeguato per rispettare i LEA.

«Un’altra unità- avvisa Puleo- dovremmo riuscire a ricavarla da una serie di prestazioni aggiuntive che la direzione generale dovrebbe autorizzare a giorni. Questo comporterebbe l’aggiunta di altri medici di area affine all’interno dell’azienda che presterebbero attività libero-professionale. Si auspica comunque di andare oltre incrementando la dotazione organica e arrivare fino a venti unità, considerando il carico di accessi del presidio».

Intanto l’iter concorsuale procede speditamente tanto da aver già fissato la prova pratica e la prova orale per il 24 e il 25 giugno «in modo da poter sbloccare dal primo di agosto tutti i colleghi che hanno già fatto domanda di mobilità e distribuire otto unità tra il pronto soccorso del ‘Cervello’ e quello di ‘Villa Sofia’. In ogni caso- conclude Puleo- avremo anche una graduatoria di vincitori di concorso da cui attingere per colmare le lacune in organico».

Nel video l’intervista a Giuseppe Bonsignore.

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