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ASP e Ospedali

Ma dall'Asp di Ragusa minimizzano...

Carenza di personale e problemi logistici: al Pronto soccorso di Modica è sempre più emergenza

La senatrice Venerina Padua e il deputato regionale del M5S Vanessa Ferreri hanno risollevato la questione, tuttavia dall'Asp di Ragusa minimizzano la portata delle criticità: «Cerchiamo di fare il meglio possibile...».

Tempo di lettura: 3 minuti

RAGUSA. Lunedì scorso una conferenza stampa al Maggiore di Modica voluta dal manager dell’ASP 7 Maurizio Aricò per presentare le sale operatorie del reparto di ortopedia riaperte dopo la loro ristrutturazione durata un anno.

Una conferenza stampa alla quale non mancava quasi nessuno; la deputazione iblea era ben rappresentata, e ha approfittato dell’ incontro con Aricò, di solito schivo, per sottoporre alla sua attenzione il problema più critico della sanità iblea: la gestione del Pronto Soccorso dell’ospedale modicano.

La senatrice Venerina Padua e il deputato regionale del M5S Vanessa Ferreri, in particolare, hanno sollevato la questione: carenza di personale, prima di tutto, e nuova sistemazione del presidio di emergenza-urgenza, poi.

Come è possibile, è stato detto, ampliare il pronto soccorso, lasciandolo dove è attualmente, lontano dal laboratorio analisi e dalla radiologia, pagare un operatore sanitario che trasporti una semplice provetta, un ausiliario che trasporti un paziente per fare una Tac?

È stato anche chiesto di poter ripensare al progetto ormai in fase avanzata; assolutamente no, è stata la risposta del direttore sanitario Piero Bonomo perché, ha detto, questa è la soluzione migliore per l’ospedale Maggiore: «Bisognerebbe abbattere e ricostruire tutto l’ospedale. La tecnologia medica va avanti, le strutture rimangono vetuste; e allora cerchiamo di fare il meglio possibile. Nella nuova strutturazione del Pronto Soccorso il presidio avrà due accessi separati, uno dedicato ai codici gialli e rossi che, nell’attuale sistemazione, vengono ricoverati davanti gli occhi di tutti. Non sarà comodo non avere in loco il laboratorio analisi o un apparecchiatura TAC, ma il nuovo Pronto Soccorso avrà una radiologia dedicata che potrà essere utilizzata, cosa che adesso non c’è».

Questo dal punto di vista logistico, ma rimangono perplessità; come rimane il problema del personale che noi abbiamo sottoposto al manager Maurizio Aricò, chiedendogli quanti medici ed infermieri, esattamente ci sono al Pronto Soccorso e quanti in più ce ne saranno.

Aricò non ci ha risposto in maniera precisa, in disparte ci ha detto che il messaggio che dovremmo far passare è quello non c’è nessuna emergenza al pronto soccorso, che bisogna far cambiare l’approccio degli utenti al pronto soccorso. È questo sarà pur vero, ma rimane sempre il fatto che, perché nel frattempo qualcuno ha risposto alla domanda, sette medici, di cui quattro incaricati, e 17 infermieri non sono sufficienti.

E anche per questo esiste un’emergenza al pronto soccorso di Modica; esiste ed è giusto che la buona sanità faccia notizia, ma non che venga utilizzata per distrarre l’attenzione da altre notizie.

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