Stenosi aortica

Cardiologia interventistica, al simposio nazionale collegamento in diretta con la sala ibrida dell’Ismett

10 Ottobre 2017

L'11 ottobre sarà trasmessa una procedura di TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation), metodica innovativa che consiste nell'impianto attraverso un accesso arterioso percutaneo di una protesi a livello della valvola aortica.

 

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PALERMO. L’Irccs Ismett sarà protagonista del Simposio congiunto della Società Italiana di Cardiologia Interventistica (GISE) e della Associazione Europea di Interventistica Percutanea Cardiovascolare (EAPCI). Il Simposio- previsto per mercoledì 11 ottobre- è organizzato all’interno del 38° Congresso Nazionale della Società Italiana di Cardiologia Interventistica che inizia oggi a Milano e riunirà i maggiori esperti del settore.

Dalla Sala Ibrida di Ismett- una fra le sale operatorie più moderne di Italia- sarà trasmessa in diretta una procedura di TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation), metodica innovativa che consiste nell’impianto attraverso un accesso arterioso percutaneo, di una protesi a livello della valvola aortica. L’intervento sarà eseguito in un paziente anziano con stenosi aortica severa non ritenuto idoneo per chirurgia tradizionale.

«La semplificazione della procedura- spiega Caterina Gandolfo, responsabile dell’Unità di Cardiologia Interventistica di Ismett- garantisce i migliori risultati procedurali, con beneficio clinico immediato, rapido recupero funzionale e riduzione dei tempi di ricovero».

La procedura sarà eseguita con approccio “minimalistico”, ossia semplificato, in lieve sedazione e guidato dall’Heart Navigator, un sistema di ultima generazione che- attraverso la combinazione delle immagini TAC e fluoroscopiche- permette di ottimizzare la procedura e minimizzare l’uso del mezzo di contrasto.

L’Unità operativa di Cardiologia Interventistica opera in sinergia con l’Unità operativa di Cardiochirurgia ed è tra i centri italiani a più alto volume di TAVI con risultati eccellenti in termini di successo procedurale e di sicurezza per il paziente.

Caterina Gandolfo (foto tratta del sito dell’Ismett)

 

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