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Dal palazzo

Manca solo l'ufficializzazione

Cardiochirurgia Pediatrica, rinviato il ritorno a Palermo: resterà a Taormina ma con meno fondi?

Manca solo l'ufficializzazione di un rinnovo annuale sul centro messinese che sarebbe già stato deciso dalla Regione. Tuttavia, c'è il serio rischio di scontentare tutti: l'Arnas Civico e il capoluogo per la perdurante attesa di riavere quel servizio d'eccellenza, il "Bambino Gesù" a causa di una sforbiciata consistente all'ammontare della convenzione.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Esattamente 10 giorni. È quanto manca alla scadenza dell’ormai famigerata convenzione tra la Regione Siciliana e il “Bambino Gesù” di Roma che regolamenta l’attività della Cardiochirurgia pediatrica al “San Vincenzo” di Taormina. Un ospedale al centro del dibattito anche politico e sul cui futuro ci sono ancora incertezze e qualche pettegolezzo.

Il rinnovo della convenzione sembrerebbe ormai dietro l’angolo. Dovrebbe essere di appena un anno: 365 giorni per far sì che Palermo si prepari ad aprire il reparto, formando i suoi medici e mettendo in piedi una nuova struttura. Questo, almeno, secondo voci di corridoio.

Lo dice, senza troppi giri di parole, Vincenzo Garofalo, deputato regionale di Area Popolare: «Il fatto che il reparto non chiuda battenti il 12 giugno, ma resti attivo per il tempo necessario a predisporre le strutture e preparare il personale per accoglierlo a Palermo, fa tirare un sospiro di sollievo, ma posticipa e non risolve il problema».

In realtà, Cardiochirurgia pediatrica non sarebbe una novità per il capoluogo siciliano: all’epoca di Carlo Marcelletti (prima degli scandali che lo hanno travolto), il reparto era una delle punte d’eccellenza della sanità siciliana. Con medici e paramedici la cui preparazione era riconosciuta.

Nei giorni scorsi si sono succeduti incontri e riunioni tra il presidente della Regione Rosario Crocetta, l’assessore alla Sanità Baldo Gucciardi, il manager dell’Arnas-Civico Giovanni Migliore (che per ora preferisce non commentare la vicenda in attesa di esiti concreti), cui hanno preso parte anche i vertici del “Bambino Gesù”, rappresentanti dell’Asp messinese nonché il sindaco di Taormina, che ha espressamente chiesto il rinnovo della convenzione, pur con una rimodulazione dei costi (che ammontano a circa 5 milioni di euro all’anno).

«Con un taglio di oltre 4 milioni di euro è evidente che i livelli di eccellenza saranno soltanto un bel ricordo e ci ritroveremo con un mediocre reparto di Cardiochirurgia, compresso per la carenza di strutture, mezzi e lavoratori che fino a oggi hanno garantito un servizio eccellente», commenta Mariano Massaro, segretario regionale del sindacato Orsa che sta protestando contro i tagli che interesserebbero la struttura di Taormina.

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