Cardiochirurgia pediatrica a Palermo, sono cinque i candidati in corsa per il posto di direttore: ecco i nomi

19 Aprile 2017

La selezione prevista da un bando pubblico per titoli e colloquio. L'incarico di vertice della struttura complessa dell'Ismep avrà durata di 5 anni.

 

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PALERMO. Cinque i candidati in corsa per il ruolo di direttore della Cardiochirurgia pediatrica prevista all’Ismep di Palermo: è il primo esito dell’avviso pubblico (tramite titoli e colloquio) indetto dall’Arnas Civico per affidare il relativo incarico quinquennale.

Il termine ultimo per presentare le istanze era il 23 marzo e sono giunte, appunto, cinque candidature per guidare l’Unità complessa di Cardiochirurgia pediatrica destinata a ritornare a Palermo (appunto, all’Istituto mediterraneo di eccellenza pediatrica)  dopo il trasferimento avvenuto alcuni anni fa all’ospedale San Vincenzo di Taormina in base a una convenzione con il Bambin Gesù di Roma.

Ecco i nomi dei potenziali direttori della Cardiochirurgia Pediatrica: Sonia Albanese (classe 1958, Ortona provincia di Chieti), Felice Calvaruso (1974, Alcamo), Massimo Paladino (1969, Udine), Gianluca Santise (1975, Napoli) e Gabriele Scalzo (1963, Catania).

La comunicazione delle candidature pervenute è stata data da una delibera a firma del direttore generale dell’Arnas Civico, Giovanni Migliore (a destra nella foto), datata 14 aprile ad integrazione e modifica di una precedente del 5 aprile, quando era stato escluso Calvaruso. Ora l’ammissibilità o meno dei cinque candidati resta in capo alla commissione di esperti, che si pronuncerà in sede di selezione, a verifica sul possesso dei requisiti.

Come detto, è certo che la Cardiochirurgia pediatrica tornerà a Palermo, e la sede sarà appunto l’Ismep (all’ospedale dei Bambini, mentre è in fase di stallo la realizzazione del plesso Malatacca): lo ha ribadito l’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, in un articolo di Insanitas (leggi qui), chiudendo la porta all’ipotesi Ismett reclamata da 22 associazioni di pazienti cardiopatici: «Al Di Cristina c’è il miglior reparto di terapia intensiva in Italia, un complesso operatorio all’avanguardia», disse l’assessore.

Nei mesi scorsi pure l’Ars, con un ordine del giorno, spingeva per l’ipotesi Ismett (leggi qui).

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