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Cardiochirurgia pediatrica di Taormina, licenziamento collettivo per i dieci operatori del servizio di pulizia

18 Giugno 2016

Lo denuncia il sindacato Or.s.a. Sicilia: «Dal "Bambino Gesù" hanno comunicato all'impresa appaltatrice la rescissione anticipata del contratto per la presunta chiusura del Centro che poi non si è concretizzata». Sollecitato un vertice tra le parti ed annunciato un sit-in di protesta per il 20 giugno.

 

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MESSINA. «La convenzione fra l’ospedale San Vincenzo di Taormina e  il “Bambino Gesù” di Roma resta attiva ma non si capisce a quali condizioni, l’unica certezza è che sono stati sacrificati i lavoratori impiegati nel servizio di pulizia già raggiunti da lettera di licenziamento collettivo»

Lo denuncia il sindacato Or.s.a. Sicilia (Organizzazione sindacati autonomi e di base) intervenendo sulla vicenda della Cardiochirurgia pediatrica: «La stazione appaltante Bambino Gesù ha comunicato all’impresa appaltatrice Coopservice la rescissione anticipata del contratto per la presunta chiusura del Centro di Cardiologia che poi non si è concretizzata. E la Coopservice facendo seguito all’avviso di licenziamento collettivo e adducendo successivamente di non essere stata informata dalla stazione appaltante di eventuale impresa subentrante, il 10 giugno ha sospeso dal servizio e dalla retribuzione 10 lavoratori impiegati nell’appalto di pulizia presso il Centro Cardiologico di Taormina».

Inoltre il sindacato sottolinea: «Dopo la sospensione dei citati lavoratori il servizio è espletato da altri operatori in forza all’impresa PFE. Sembra che il “Bambino Gesù” di Roma abbia disdetto anzitempo l’appalto con la Coopservice e affidato il servizio alla subentrante PFE, trascurando che in caso di subentro di altra impresa l’art. 37 del CCNL di settore impone il passaggio diretto dei lavoratori, già in forza sull’appalto, alle dipendenze dell’impresa subentrante».

Secondo Or.s.a. Sicilia «in tutto questo non si registra il doveroso intervento dell’Asp 5 di Messina. È in atto una procedura anomala che non chiarisce i motivi dell’avvicendamento fra le due imprese appaltatrici e lascia i lavoratori nel limbo della sospensione che impedisce loro di accedere all’eventuale indennità di mobilità e soprattutto nega il diritto di conservazione del posto di lavoro alle dipendenze dell’impresa subentrante».

Poi l’appello: «Chiediamo alla Direzione Territoriale del Lavoro di Messina la convocazione di tutte le parti in causa per la sospensione delle procedure di licenziamento e il passaggio diretto dei lavoratori alle dipendenze dell’impresa subentrante. Il 20 giugno alle ore 9 i lavoratori effettueranno un sit-in di protesta presso la sede della Direzione Territoriale del Lavoro».

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