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Caos nei Pronto soccorso siciliani, Anaao Assomed: «Molte colpe da parte delle direzioni aziendali»

2 Marzo 2018

Il sindacato punta l'indice contro«la mancanza di una politica aziendale volta a gestire con oculatezza e in maniera flessibile il fenomeno» e chiede l'intervento dell'assessore Razza.

 

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Il caos nei pronto soccorso siciliani? Secondo Anaao Assomed hanno precise responsabilità anche le direzioni aziendali, «colpevoli di non aver condotto alcuna politica efficace sul problema».

Lo scrive in una nota il segretario regionale Pietro Pata, il quale sottolinea «il prolungarsi di alcuni indicatori quali il tempo di permanenza pre-ricovero, monitorato dall’assessorato della Salute quale obiettivo dei direttori generali» e non esclude “alcuna ipotesi di lotta, compreso il ricorso alla Procura della Repubblica, per le condizioni di grave rischio clinico nel quale si è costretti ad operare quotidianamente in Pronto Soccorso sempre meno sicuri sia per gli operatori che per gli utenti».

La sigla sindacale punta l’indice contro «i goffi tentativi di distrarre l’attenzione dalle vere cause del problema, visto che da più parti si continua ad insistere su luoghi comuni senza il supporto di dati oggettivi, per cui sono attribuite colpe e responsabilità, spesso in maniera strumentale e opportunistica ora al territorio, incapace di filtrare a monte e drenare a valle, ora ai medici di medicina generale, ora all’influenza o ai codici bianchi e agli accessi inappropriati».

L’Anaao Assomed aggiunge: «Se il taglio dei posti letto e un territorio privo delle ormai necessarie strutture che possano garantire offerte alternative a quelle ospedaliere rappresentano un importante problema, è altrettanto vero che la mancanza di una politica aziendale volta a gestire con oculatezza e in maniera flessibile (vedi DM 70/2015) la preziosa e sempre più esigua risorsa “posto letto”, attraverso soluzioni strategiche e di governance o attraverso piani di gestione del sovraffollamento, contribuisce ad aggravare la crisi del Sistema».

«Le società scientifiche di riferimento- spiega Agostino Massimo Geraci, responsabile Anaao Assomed area Emergenza- la letteratura internazionale, recenti studi sui dati di attività dei Pronto Soccorso, evidenziano come sia l’impossibilità di ricoverare i pazienti nei reparti per indisponibilità di posti letto, al termine del completamento della fase di cura in Pronto soccorso, la principale causa del sovraffollamento soprattutto nelle grandi aree di emergenza».

In concreto si realizza «una condizione di severa congestione del sistema, caratterizzata dalla permanenza “inappropriata” di pazienti in attesa di ricovero (definita Boarding), con elevati bisogni assistenziali e in grado di assorbire notevoli risorse umane, logistiche ed organizzative, risorse che dovrebbero più opportunamente essere dedicate alle attività di front line e cioè all’assistenza di nuovi pazienti e alla pronta accoglienza dei pazienti afferiti con le ambulanze del 118».

Infine, l’Anaao Assomed chiama anche l’assessore Razza ad intervenire «perché in un contesto nel quale la domanda diventa sproporzionata rispetto all’offerta la risposta assistenziale risulta insoddisfacente, non solo sotto il profilo della qualità percepita, e matura così la maggior parte degli episodi conflittuali che spesso sfociano nei fenomeni di aggressione nei confronti di operatori sanitari».

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