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Dal palazzo

Interrogazione della deputata Di Vita

Caos e aggressioni ai medici per le vaccinazioni in Sicilia, il caso approda al Ministero della Salute

Interrogazione alla Lorenzin da parte della deputata Di Vita.

Tempo di lettura: 2 minuti

«Dopo aver varato il decreto che rende le vaccinazioni obbligatorie per i bambini che dovranno andare a scuola, i ministri della Salute e dell’Istruzione avrebbero dovuto preparare un sistema di assistenza straordinario per fronteggiare le richieste dei genitori, invece di lasciare la patata bollente nelle mani degli operatori sanitari».

Lo dice la deputata siciliana alla Camera, Giulia Di Vita (nella foto), che ha presentato un’interrogazione al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per chiedere se «il governo stia pensando a misure per fronteggiare l’allarmismo dilagante, da se stesso causato a danno dei genitori, con delle task force o con linee guida che facciano da punto di riferimento per ogni regione. Un modo per evitare che ci possano essere procedure cassate poi dal garante della privacy, come quella proposta dall’assessore regionale alla Salute Baldo Gucciardi, che dispone un impossibile controllo incrociato degli elenchi degli alunni vaccinati a opera delle Asp».

L’atto ispettivo è stato presentato dopo che a Palermo si sono verificati episodi di violenza contro medici e infermieri da parte dei genitori che hanno intimato al personale sanitario con bastoni e risse di vaccinare i figli oltre l’orario consentito. «L’utilizzo della violenza, specie contro chi sta svolgendo il proprio dovere, è assolutamente deprecabile. Manifesto la mia solidarietà al personale sanitario che ne è stato vittima a Palermo e a Catania. Spero che il governo si senta responsabile- aggiunge Di Vita- Il clima di tensione e allarmismo è imputabile in tutto e per tutto alle ministre Lorenzin e Fedeli che negli ultimi mesi, piuttosto che affrontare seriamente il tema delle vaccinazioni fornendo un adeguato accompagnamento alle famiglie, hanno preferito la via dell’imposizione quasi coatta che, sapevamo tutti, avrebbe peggiorato ancora di più la situazione».

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