Cani con sindrome brachicefalica? «È fondamentale la prevenzione»

15 Luglio 2020

I consigli del medico veterinario Claudio Moraci per scongiurare le patologie che possono essere causate dall'ostruzione delle vie aeree superiori.

 

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I cani appartenenti alle razze brachicefaliche, cioè caratterizzati dal muso schiacciato, come per esempio i bulldog e i carlini, sono interessati da una condizione particolare, detta sindrome brachicefalica o sindrome ostruttiva delle vie aeree superiori (BAOS).

Quest’ultima purtroppo può causare varie patologie, serie e rischiose per questi piccoli amici a 4 zampe, costituendo una problematica molto diffusa, che la maggior parte dei proprietari spesso ignora. InSanitas ne ha parlato con il dott. Claudio Moraci, medico veterinario esperto in chirurgia generale, d’urgenza e mininvasiva.

Cosa si intende per sindrome brachicefalica?
«Si tratta di una serie di problemi di tipo respiratorio di cui soffrono i cani brachicefali, che si manifesta con diversi sintomi e segni clinici, il cui insieme è definito proprio sindrome brachicefalica. I brachicefali inoltre, non sono tutti uguali e non hanno tutti le stesse patologie. Queste infatti, possono cambiare da una razza ad un’altra, così come possono mutare anche all’interno della stessa, da soggetto a soggetto».

Esistono controlli specifici da fare al cane e se sì, a quale età?
«Sono animali che possono nascere già con difficoltà respiratorie, a causa delle alterazioni anatomiche presenti in queste razze. Dopo i 6 mesi, consigliamo di rivolgersi al veterinario chiedendo di effettuare una visita e di programmare un controllo, per valutare la situazione in cui versa il cane. È una sindrome degenerativa, che peggiora col passare del tempo, per questo è importante occuparsene il prima possibile».

Quali sono i rischi di un trattamento non tempestivo?
«Non stadiare questa sindrome e quindi non intervenire per correggere eventuali anomalie, può portare ad alterazioni secondarie come eversione dei sacculi laringei, ipertrofia tonsillare, ipertrofia laringea e collasso laringeo, che possono aggravare ancor più la situazione. Per tali ragioni, la prevenzione è fondamentale. Purtroppo la diagnosi è spesso tardiva, i padroni infatti, tendono a rivolgersi a noi medici veterinari solo dopo la comparsa dei primi sintomi. È quindi importante che i proprietari siano a conoscenza di questa problematica e che si facciano guidare dal proprio veterinario di fiducia per seguire l’iter corretto”.

Che tipo di interventi vengono eseguiti?
«Solitamente le operazioni con cui si interviene sono due: l’asportazione del palato molle allungato ed ipertrofico (stafilectomia) e la rinoplastica delle narici. La prima chirurgia serve per rimuovere il palato molle allungato, che occlude la laringe ad ogni atto respiratorio, la seconda ha la funzione di allargare le narici, che il più delle volte sono costituite da due piccole fessure, per favorire un maggior flusso d’aria nelle cavità. Il ridotto passaggio di aria, porta ad uno sforzo inspiratorio che negli anni può causare la formazione di turbinati del naso anomali, si parla in tal caso di turbinati aberranti, che riducono ulteriormente il passaggio d’aria. Per tali motivi, molti cani arrivano in Pronto Soccorso con dispnea, perché hanno difficoltà a respirare bene o con un colpo di calore, perché non riescono a termoregolarsi e a volte il quadro clinico è molto grave. Sono interventi che se eseguiti precocemente migliorano le condizioni di vita di questi animali”.

Esistono dei pericoli per il cane, legati a questo tipo di operazioni?
«Io per esempio, eseguo l’asportazione del palato molle mediante un bisturi ad ultrasuoni, che coagula e separa i tessuti con delle micro vibrazioni, lavorando a basse temperature. La rinoplastica si fa effettuando due incisioni per ogni narice, che servono per allargare il loro diametro. La parte più delicata di questi interventi è l’anestesia e in particolare il risveglio, perché parliamo di pazienti con difficoltà respiratorie e di una chirurgia eseguita nelle prime vie aeree. Il bisturi ad ultrasuoni riduce notevolmente i tempi chirurgici e limita quindi la manipolazione dei tessuti, questo unito alle basse temperature con cui lavora, diminuisce il rischio di complicazioni. Successivamente, il risveglio del paziente deve essere dolce e lento, in un ambiente fresco e tranquillo. Il cane resterà ricoverato in day hospital sotto osservazione, per poi andare a casa quando sarà completamente sveglio. In seguito, farà qualche giorno di terapia antinfiammatoria e verrà programmata una visita di controllo post operatoria. Solitamente i proprietari notano subito due cose: il proprio animale domestico la notte smette di russare e quando gioca si affatica molto meno».

Ci sono ulteriori consigli da seguire?
«Il suggerimento che tengo a dare a tutti i proprietari di cani e gatti, è quello di informarsi riguardo la razza del proprio animale per conoscerne le caratteristiche e prevenire i problemi più comuni».

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