giovani medici

Camici abbandonati in Piazza Politeama, la protesta dei giovani medici contro l’imbuto formativo

29 Maggio 2020

Anche a Palermo la protesta dei giovani medici per chiedere una riforma complessiva del sistema di formazione e specializzazione dei medici

 

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Una distesa di camici bianchi abbandonati nella centralissima Piazza Politeama. Con questo gesto simbolico i giovani studenti di medicina di Palermo, aderendo ad una protesta che si è svolta contemporaneamente in diverse piazze d’Italia, hanno voluto lanciare un messaggio forte e chiaro: Il sistema sanitario nazionale, a causa del drammatico problema dell’imbuto formativo, rischia di rimanere senza medici.

Medici in formazione, studentesse e studenti, neo-abilitati, camici grigi, specializzandi, corsisti di Medicina Generale che, in questi mesi più che mai, hanno assolto ad un ruolo fondamentale nel Servizio Sanitario Nazionale, sono scesi in Piazza convinti della necessità di una riforma globale, che riguardi tutta la filiera formativa e lavorativa medica, dai corsi di laurea, alla formazione specialistica e generalista, all’assunzione nel SSN, al ruolo del medico del territorio.

“Vorremmo che gli effetti di questa pandemia fossero di lezione al Governo – si legge in un comunicato congiunto – affinché possa aprire gli occhi e investire nella Sanità, senza fare ricorso ai vincoli di bilancio. Il nostro Servizio Sanitario Nazionale universalistico difende quotidianamente il diritto alla salute di tutte e tutti, nonostante l’aziendalizzazione e i decenni di tagli. Pensiamo che per poter agire al di fuori delle logiche di mercato sia necessario avere medici numerosi e formati adeguatamente, con tutele e garanzie per il loro lavoro. Investire e migliorare la formazione medica quindi non è una battaglia esclusiva di noi medici in formazione, ma rappresenta la base per la tutela della salute dei cittadini.  Ci teniamo a sottolineare un dato emerso oggi: il 52% dei medici europei è italiano. Sono tutti nostri colleghi emigrati perché le condizioni in cui siamo non gli permettevano o di specializzarsi o di trovare uno sbocco lavorativo soddisfacente. Questo è un numero dietro cui stanno delle persone, dei Medici, che scelgono poi il più delle volte di non tornare. Un numero che deve far riflettere”.

LE RICHIESTE DEI GIOVANI MEDICI

● Chiediamo l’azzeramento dell’imbuto formativo. Chiediamo un rapporto 1:1 tra neolaureati e posti di formazione specialistica o generalistica e rifiuteremo qualsiasi proposta al ribasso. Rifiutiamo qualsiasi possibilità di formazione senza retribuzione. Chiediamo che questa estensione sia finanziata stabilmente per rispondere al fabbisogno di salute della popolazione e non ad esigenze di bilancio, allargando la formazione alle realtà del territorio attraverso rotazioni fra ospedali universitari e periferici, in modo da mantenere un adeguato rapporto tra medici in formazione e strutture di formazione. Chiediamo, inoltre, che vengano riviste le modalità concorsuali per l’accesso alle specializzazioni mediche.

● Chiediamo una vera evoluzione del contratto del medico in formazione specialistica, con il riconoscimento e la retribuzione di guardie e straordinari e l’introduzione di forme contrattuali di formazione lavoro nelle forme più opportune e adatte a tutelare la qualità della formazione, ma allo stesso tempo che permettano la tutela della responsabilità professionale e i diritti di un professionista in formazione.

● Chiediamo la garanzia di una formazione di qualità, uniforme fra tutte le scuole, rispettando la possibilità di rotazioni previste nel tronco comune e nella rete formativa nonché assicurando la formazione frontale prevista. Chiediamo una certificazione della graduale assunzione di competenze, inquadrata in un percorso formativo definito e non assoggettabile alle esigenze delle aziende ospedaliere, che ci consenta di assumerci formalmente le responsabilità che già ci assumiamo informalmente. Chiediamo che in ogni sede venga garantita una rappresentanza degli specializzandi che abbia voce per intervenire attivamente sui contenuti e sui metodi della nostra formazione.

● Chiediamo che venga riconosciuta la centralità della medicina sul territorio, realtà che si assume la cura della persona nella sua totalità e globalità. Chiediamo che venga garantito ai futuri Medici di Medicina Generale un percorso formativo di qualità, nel quale venga valorizzata l’importanza di una gestione globale e proattiva dei pazienti, e tutele pari a quelle dei colleghi in formazione specialistica.

“Da oggi inizia una Mobilitazione Permanente – annunciano i giovani medici – costruiremo una catena di segnali alla politica giorno dopo giorno per la salvaguardia del nostro lavoro e del servizio sanitario nazionale. La salute non è in vendita. Noi non ci fermeremo”.

La manifestazione si è conclusa con un minuto di silenzio in memoria di tutte le vittime del Covid-19, con un pensiero particolare rivolto ai 165 medici caduti nell’espletamento della loro missione, “165 morti di troppo” hanno commentato i giovani medici.

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