ASP e Ospedali

Il disagio

Camera iperbarica chiusa a Lipari: Vulcano, in caso di intossicazione si dovrà andare a Messina

Quella dell’ospedale liparense non è operativa a causa della mancanza di personale dedicato, quindi le alternative sono il Papardo, il Policlinico "Martino" ed eventualmente il Cannizzaro di Catania.

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Proseguono i disagi nell’isola di Vulcano dai cui crateri e fumarole continuano a fuoriuscire elevati tassi di anidride carbonica. Data la situazione, nell’isola eoliana vige il livello di allerta “giallo”, dichiarato dal Dipartimento di Protezione civile nazionale. Il sindaco di Lipari, Marco Giorgianni, ha annunciato un’ordinanza in cui vieta ai cittadini il pernottamento e la permanenza nella zona dell’area portuale dell’isola di Vulcano e in quelle adiacenti, a causa dei livelli di gas prodotti.

La settimana scorsa, inoltre, il governo Musumeci ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale per l’isola di Vulcano, allo scopo di attivare tutte le iniziative necessarie a garantire la risposta operativa sul territorio, la mitigazione dei rischi e l’assistenza alla popolazione colpita dal progredire dei fenomeni vulcanici nelle ultime settimane.

In tale quadro si colloca anche l’assistenza sanitaria, che allo stato attuale è collegata alla possibilità di intossicazione da gas. «A causa della situazione di emergenza di Vulcano abbiamo raddoppiato la guardia medica, aumentato le dotazioni dei presidi sanitari sull’isola e installato rilevatori di gas ambientali, perché il problema in questo momento è il gas che si libera dalle fumarole del terreno e dal cratere, con possibile intossicazione da monossido di carbonio» ha precisato Bernardo Alagna, commissario straordinario dell’Asp di Messina. Al verificarsi di tale situazione, il soggetto intossicato deve essere portato presso la camera iperbarica più vicina cioè a Messina, perché quella dell’ospedale di Lipari è chiusa a causa della mancanza di personale dedicato.

«La camera iperbarica è gestita dall’anestesista, ecco perché a Lipari ce ne vogliono almeno due. Il personale medico abilitato a gestire la camera iperbarica è solitamente un anestesista-rianimatore, il quale magari non entra all’interno della camera per fare delle terapie, però ha competenze specifiche sul trattamento iperbarico, non può essere fatto da altri soggetti. Attualmente comunque ci sono due camere iperbariche funzionanti al Papardo e al Policlinico di Messina, poi ce n’è una al Cannizzaro di Catania» conclude il commissario Alagna.

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