Caltanissetta, viene a ritirare la salma del fratello ma è colpito da ictus: giovane africano salvato e “adottato” al Sant’Elia

28 Luglio 2016

Intervento a lieto fine da parte dello staff del reparto di Neurologia diretto da Michele Vecchio: il maliano era stato ricoverato d’urgenza cinque giorni fa in gravissime condizioni. Era giunto dalla Spagna per far sì che fossero celebrati i funerali del fratello nella loro terra di origine. E si scatena pure la corsa alla solidarietà in vista del lungo percorso di riabilitazione...

 

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CALTANISSETTA. È salvo e adesso sarà aiutato fino a quando non si sarà completamente ristabilito. Sembrava essere una tragedia senza fine quella che si era abbattuta su un’intera famiglia del Mali dopo che prima un ragazzo di 21 anni è morto tragicamente a Caltanissetta per la rottura di una fistola per la dialisi e poi il fratello trentaquattrenne, arrivato nel capoluogo nisseno per riprendere la salma del congiunto, era stato colpito da una gravissima forma di ictus.

Ricoverato d’urgenza cinque giorni fa in gravissime condizioni con una prognosi sulla vita riservata adesso il giovane africano, che arrivava dalla Spagna per far sì che fossero celebrati i funerali del fratello nella loro terra di origine, può essere finalmente considerato fuori pericolo.

Per lui si può parlare di una vera e propria “adozione” da parte del reparto di Neurologia dell’ospedale Sant’Elia diretto dal primario Michele Vecchio che, insieme alla sua equipe, non solo ha strappato alla morte il giovane, grazie alla trombolisi normalmente praticata dalla Stroke Unit nissena sui pazienti colpiti da ictus, ma ha anche attivato una vera e propria gara di solidarietà per far sì che il giovane, completamente solo, fosse trattato come in famiglia.

Il ragazzo, che non parla italiano e che adesso non fa che commuoversi e ringraziare tutti quelli che si sono presi cura di lui, è stato dotato di un pigiama e di tutto il necessario che il reparto di Neurologia del Sant’Elia tiene per i pazienti non abbienti e tutti coloro che non hanno mezzi o affetti familiari.

«Il giovane era stato colpito da una grave forma di ictus dovuto ad una cardiopatia acquisita- spiegato il primario Michele Vecchio- Abbiamo dunque praticato con successo la trombolisi che è una terapia praticabile solo a determinate condizioni, legate per lo più alla tempestività dell’arrivo in ospedale e ad altri parametri. La terapia, per fortuna, ha avuto il successo sperato e non possiamo che essere soddisfatti dal punto di vista clinico ma anche dal lato umano perché siamo riusciti ad evitare una seconda tragedia familiare».

Poi il primario aggiunge: «Il giovane è ancora provato e spaventato per il fatto che non riesce a muoversi bene ma migliora di giorno in giorno grazie ad una forte azione meritoria messa in campo dall’unico fisioterapista in servizio al Sant’Elia che è Giancarlo Gelsomino. È anche grazie a lui se adesso il ragazzo muove in maniera soddisfacente l’arto inferiore anche se c’è ancora molto da fare sulla parte superiore che è stata la più colpita».

«Prevediamo a questo punto un lungo percorso riabilitativo– ha continuato Vecchio- che potrebbe durare anche mesi e per questo ho già preso contatti con l’ospedale Giglio di Cefalù. Un aiuto determinante in termini di solidarietà lo stiamo ricevendo dal vescovo Mario Russotto che è stato qui a trovare il giovane, e dal nostro parroco dell’ospedale Giuseppe Anfuso che ha già trovato un posto per la moglie del giovane, in arrivo dalla Spagna che, per tutto il tempo della terapia abiterà all’interno dell’associazione “Voglia di Vivere”».

Infine l’appello: «Chiunque volesse aiutare il ragazzo e la moglie può rivolgersi a noi o direttamente all’associazione. Adesso per il giovane, che non lasceremo solo, ha inizio un lungo percorso di riabilitazione intensiva che con tutta probabilità determinerà una ripresa funzionale del 70-80 per cento».

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