Caltanissetta, il Centro Sclerosi multipla dedicato alla memoria del neurologo Vincenzo Avenia

9 Giugno 2016

Una targa e un’insegna sono state scoperte dalla moglie che, insieme alle figlie, ha partecipato alla cerimonia dall'attuale primario del reparto di Neurologia, Michele Vecchio. Tra i presenti i vertici dell'Asp, il vescovo e il questore. Ecco le foto dell'evento.

 

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Il Centro Sclerosi Multipla dell’Asp di Caltanissetta è ora dedicato al dottore Vincenzo Avenia, cioè colui che fu il pioniere, nella provincia nissena, a trattare questa patologia demielinizzante e invalidante che oggi colpisce migliaia di persone e per la quale territorio del centro Sicilia vanta un triste primario: quello di avere il maggior numero di malati.

Una targa e un’insegna sono state scoperte dalla moglie di Vincenzo Avenia, Gabriella Bonfirraro che, insieme alle figlie, Gisella e Milena, ha preso parte a quella che si è rivelata una cerimonia sobria ma anche piacevole dove la figura del compianto neurologo è stata più volte ricordata anche con brevi aneddoti dai quali sono emerse soprattutto le doti di grande lungimiranza e umanità dell’ex primario scomparso qualche anno fa.

Ad organizzare la manifestazione, cui hanno preso parte anche il direttore generale Carmelo Iacono, il direttore sanitario Marcella Santino, il vescovo Mario Russotto, il questore Bruno Megale e il primo dirigente della questura Michele Emma, è stato l’attuale primario del reparto di Neurologia, Michele Vecchio.

Nella targa in ricordo del suo predecessore, affissa nel reparto, è scritto: «L’uomo è stato grande. Il rispetto, l’umanità, il tratto intimamente gentile e semplice. L’attenzione per il prossimo sofferente determinava in specie nei più fragili un’azione fraternae filiale. Tutti lo hanno amato e rispettato. Rigoroso con sé stesso, esprimeva una sensazione di grande sicurezza e protezione. Gli ultimi erano sempre i primi. Sì perché egli ha amato tutti i suoi pazienti che in realtà egli viveva come pazienti sofferenti. Appassionato, colto curioso, con l’entusiasmo e la consapevolezza che la conoscenza e il progresso continuo potessero determinare la guarigione del paziente. Scienziato immenso, trasmetteva il suo sapere con entusiasmo e semplicità. Restano scolpite nel cuore e nella memoria tutti i momenti condivisi nella ricerca delle giuste risposte per i nostri pazienti. Noi ti abbiamo amato. Arrivederci Maestro».

Tutti hanno raccontato un ricordo o espresso parole di stima e apprezzamento nei confronti di Vincenzo Avenia. Carmelina Burgio (ex capo sala) e gli infermieri Giancarlo Amico e Norma Scarantino hanno ricordato in particolare l’entusiasmo di Vincenzo Avenia negli anni in cui si cominciò ad utilizzare l’interferone nei pazienti malati di sclerosi multipla.

«Ogni qualvolta che tornava un paziente che dava segni di miglioramento il dottore Avenia mi diceva felice: hai visto? Sta funzionando», ha raccontato commossa Carmelina Burgio.

Il direttore generale Carmelo Iacono e il direttore sanitario hanno sottolineato come nel campo della Sclerosi Multipla l’Asp di Caltanissetta si stia ponendo obiettivi importanti. Le terapie che Michele Vecchio e il suo staff somministrano ai tantissimi pazienti che arrivano da ogni parte della provincia sono di ultimissima generazione con ottimi risultati su chi ogni giorno deve far fronte ai sintomi spesso invalidanti della patologia.

Toccanti, come sempre, le parole del vescovo Mario Russotto: «Oggi abbiamo ricordato e ricordare vuol dire ripassare con il cuore. Vincenzo Avenia rispondeva alle doti di umanità, professionalità e disponibilità che oggi dovrebbero essere i principi fondamentali di chi opera all’interno della sanità. Ricordate che l’arroganza è la barriera che ci si crea per mascherare la propria ignoranza. Quanto più vi trovate davanti ad una persona umile tanto più state conoscendo una persona di grande spessore umano e culturale. L’uomo che alla sua umanità unisce la grande competenza è l’uomo destinato a rimanere nella storia».

  • Michele Vecchio

  • La signora Avenia e figlie

  • Un altro momento della cerimonia

  • Vescovo, direttore generale e questore

  • I presenti in sala convegni

  • Marcella Santino

  • In sala convegni

  • Michele Vecchio e infermieri

  • Neurologi

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