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Buccheri La Ferla, asportato un raro tumore maligno

Un mesotelioma peritoneale che ha interessato tutta la cavità addominale con presenza di noduli e liquido ascitico. Il paziente è dimesso e in buone condizioni.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Dopo 10 giorni di ricovero, è stato dimesso ed è tornato a casa in buone condizioni, il paziente della provincia di Caltanissetta, sottoposto presso l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia dell’Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli diretta dal dott. Cosimo Callari, ad un intervento di asportazione di un mesotelioma peritoneale che ha interessato tutta la cavità addominale con presenza di noduli e liquido ascitico.

Il delicato intervento durato circa 10 ore, è stato eseguito dal dott. Dario Di Miceli, responsabile dell’unità operativa di Chirurgia Oncologica ed ha comportato l’asportazione di tutti i noduli e della membrana dell’addome (peritoneo). Al termine dell’atto chirurgico è stata effettuata un’infusione intraoperatoria chemioterapica, HIPEC (chemioterapia intraperitoneale ipertermica) con farmaci specifici. Si tratta di una tecnica che prevede l’impiego dei farmaci chemioterapici direttamente in cavità addominale là dove il tumore si localizza, attraverso un “lavaggio” ad alta temperatura (41-42 gradi).

Il mesotelioma maligno è un tumore raro che colpisce prevalentemente gli uomini. In Italia rappresenta lo 0,8 per cento di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo e lo 0,3 per cento di quelli nelle donne. Secondo le stime dell’Associazione italiana registro tumori (AIRTUM), nel 2020 erano attesi circa 1.500 casi tra gli uomini e 500 tra le donne. Il 90 per cento dei mesoteliomi è causato dall’esposizione ad amianto, un materiale che è stato utilizzato soprattutto negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso. Poiché intercorrono di solito alcuni decenni tra l’esposizione all’amianto e l’eventuale insorgenza del mesotelioma, ci si attende che il numero di diagnosi continuerà a salire nei prossimi anni per raggiungere il picco tra la seconda e la terza decade degli anni Duemila.

«Il mesotelioma peritoneale maligno- spiegano il dott. Di Miceli e il dott. Callari- è un tumore primitivo del peritoneo che origina dalle cellule parietali (mesotelio) della cavità peritoneale. Rappresenta il 10-30% dei mesoteliomi maligni. Le strategie terapeutiche da mettere a punto richiedono un approccio multidisciplinare e devono essere discusse dagli esperti presso un centro specializzato. Il successo dell’intervento è frutto della collaborazione del lavoro di equipe, in modo particolare con l’unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione diretta dal dott. Luciano Calderone e con l’unità operativa complessa di Oncologia, diretta dal dott. Nicolò Borsellino».

Attualmente, in questo tipo di tumori e per pazienti selezionati (giovani, in un buono stato di salute generale e con una massa tumorale di dimensioni limitate), l’opzione terapeutica portata avanti prevede la combinazione tra la chirurgia citoriduttiva (resezioni viscerali e peritonectomia) e la chemioterapia ipertermica intraperitoneale (HIPEC). Questa strategia ha determinato un aumento della sopravvivenza mediana fino a 34-92 mesi, suggerendo la possibilità di raggiungere migliori risultati rispetto al passato.

«Nonostante l’ospedale Buccheri La Ferla sia un DEA (Dipartimento Emergenza e Urgenza) di I livello- dichiara il direttore sanitario, dott. Dario Vinci– e la maggior parte dei pazienti afferisce da pronto Soccorso, il nostro modello assistenziale ci ha consentito di dar spazio a una chirurgia elettiva a maggior intensità di cure. L’esecuzione di questi interventi ad alta complessità da parte dei nostri specialisti contribuisce ad offrire un’assistenza sempre più qualificata e a ridurre la mobilità dei nostri pazienti verso altre regioni».

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