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Veterinaria

Il dato dell'Istituto zooprofilattico sperimentale

Brucellosi dei bovini: è Messina la provincia più colpita, bene Palermo ed Agrigento

Il dato è stato diffuso dall'Istituto zooprofilattico sperimentale: su 312 allevamenti risultati con mucche affette, 177 sono nel Messinese. che ha lo stesso primato negativo anche riguardo a pecore e capre.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Messina e provincia hanno un primato negativo: quello relativo ai bovini ed agli ovini infetti da brucellosi. Il dato è stato diffuso dall’Istituto Zooprofilattico sperimentale durante un convegno che si è tenuto a Cammarata.

Seguono Ragusa e Catania, mentre Palermo è al settimo posto e ancora meglio va Agrigento, in ultima posizione per animali colpiti dalla brucellosi.

In particolare su 312 allevamenti con mucche affette da brucellosi, 177 si trovano nel Messinese, così come 85 su 309 aziende di pecore e capre infette.

Dai controlli effettuati, il 9,69 per cento di aziende di bovini risultate positive sono nel Messinese: seguono Ragusa (3,54%), Catania (2,93), Enna (1,87), Siracusa (1,65), Trapani (1,06), Palermo (0,80), Caltanissetta (0,55), Agrigento (0,21).

Relativamente agli allevamenti ovi-caprini, dopo Messina ci sono le province di Trapani, Siracusa, Caltanissetta, Catania, Agrigento, Enna, Palermo e Ragusa.

«I controlli avvengono per quasi il 100 per cento del patrimonio zootecnico, in 8 province su 9- afferma Santo Caracappa, direttore sanitario dello Zooprofilattico– L’unica provincia dove il controllo si ferma all’80 per cento è Messina, dove ci sono sacche che sfuggono ai controlli ufficiali. Per il futuro pensiamo di organizzarci meglio, non solo con le Asp  ma pure con l’aiuto delle forze dell’ordine e dell’assessorato regionale all’Agricoltura».

L’Istituto una volta individuato un focolaio ha l’obbligo di avvisare entro 72 ore l’Asp, che poi entro le 48 ore successive dovrà allertare l’allevatore (il quale a sua volta entro 15 giorni deve abbattere il capo infetto).

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