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Bonus Covid ridotto, la Fials 118: «Delusi per la promessa non mantenuta»

26 Ottobre 2020

Il sindacato commenta la notizia secondo cui l'indennità da mille euro varata dall'Ars alla fine si ridurrà a un indennizzo erogato per soli tre mesi e a un massimo di 5 mila lavoratori.

 

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PALERMO. «Grande delusione ed enorme sconcerto di fronte ad una promessa infranta. Noi continueremo a svolgere diligentemente la nostra missione e a difendervi da questo nemico subdolo e meschino che, non lo nascondiamo, ci fa ancora paura, nella speranza che tanto coraggio non vada dimenticato».

Lo scrivono in una nota i lavoratori della Fials 118, commentando la notizia che il bonus mensile da mille euro varato dall’Ars alla fine si ridurrà a un indennizzo erogato per soli tre mesi e a un massimo di 5 mila lavoratori: «Una promessa infranta, un riconoscimento venuto meno- commentano in una lettera aperta alla politica- La scorsa primavera il governo regionale e l’Ars espressero il pregevole intento di premiare coloro che allora furono definiti “eroi”, con un bonus mensile di 1000 euro netti a partire da marzo 2020, fino alla fine dello stato d’emergenza. Purtroppo a seguito dell’incontro del merito tra i sindacati e l’assessorato alla Salute, apprendiamo della impossibilità del governo regionale di mantenere quanto promesso».

Il ministero dell’Economia e finanze ha imposto al governo regionale di limitare a 15 milioni l’utilizzo delle somme da attingere sul fondo sanitario regionale per destinarle ai bonus. La condizione dunque è quella di erogare l’incentivo solo per i mesi di marzo, aprile e maggio e per un numero limitato di lavoratori, pari a 5.000 unità, comprensivi di sanità pubblica che conta oltre 50 mila lavoratori nell’Isola e i circa tremila dipendenti della Seus 118.

«Noi non siamo facinorosi che invocano la rivolta dei soccorritori- chiarisce la Fials- Non possiamo però esimerci dal mostrare la nostra grande delusione e il nostro enorme sconcerto di fronte ad una promessa infranta, fatta in pompa magna, ma elusa in totale silenzio. A questo punto non capiamo quale sia la considerazione reale che la politica ha di noi e del nostro lavoro».

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