Bonus Covid-19 regionale, sarà solo per tre mesi e 5.000 lavoratori

25 Ottobre 2020

Il resoconto del vertice tra Razza e i sindacati. L’assessore si è impegnato, visto che l’emergenza sanitaria continua, a prevedere un premio aggiuntivo per il periodo residuo, per l’arco temporale settembre/dicembre 2020

 

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Ieri pomeriggio l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ha incontrato in videoconferenza le organizzazioni sindacali del comparto e della dirigenza medica per discutere sull’emergenza Covid-19. In particolare, gli argomenti trattatati sono stati i fondi contrattuali e il bonus Covid-19 previsto per il personale sanitario dalla finanziaria della Regione Siciliana e il dibattito è stato incentrato sull’emergenza Covid-19.

Nei mesi scorsi avevamo dato notizia della distribuzione della prima tranche dei fondi trasferiti da Roma attraverso il decreto rilancio (leggi qui). Nella circolare regionale che ne dava notizia era precisato che “Con successivo provvedimento saranno distribuite alle Aziende Sanitarie gli ulteriori importi assegnati alla regione, fermo restando che la suddetta distribuzione potrebbe essere soggetta a revisione rispetto alla percentuale assegnata con il presente provvedimento, in ragione di eventuali ulteriori chiarimenti di ripartizione”.

Era il 5 giugno scorso, da allora sono trascorsi quasi 5 mesi, ma di altre tranche neanche l’ombra. Così la Fials Sicilia, presente  alla videoconferenza assieme ad altre sigle del comparto, ha chiesto conto dei 30 milioni ancora non distribuiti, insistito per una immediata erogazione.

Per quanto riguarda invece gli incentivi regionali, ovvero il bonus di mille euro approvato all’unanimità dall’Ars, l’assessore Razza ha comunicato ai sindacati un sostanziale dietro front. Secondo i programmi del Governo Regionale le somme necessarie per finanziare i bonus aggiuntivo da erogare a tutti i lavoratori della sanità impegnati in Sicilia sul fronte Covid-19 dovevano attingersi dal Fondo Sanitario Regionale, ma il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha sostanzialmente messo un vesto sulle intenzioni del Governo regionale imponendo all’assessorato alla Salute di limitare a 15 milioni l’utilizzo delle somme da attingere sul fondo sanitario regionale per destinarle ai bonus.

La condizione dunque è quella di erogare l’incentivo solo per i mesi di marzo, aprile e maggio e per un numero limitato di lavoratori, pari a 5.000 unità, comprensivi di sanità pubblica che conta oltre 50 mila lavoratori nell’Isola e i tremila dipendenti della Seus 118.

La Fials Sicilia ha espresso forte disappunto per queste modalità di erogazione e ha sottolineato che le somme siano del tutto insufficienti.

L’assessore si è impegnato, visto che l’emergenza sanitaria continua, a prevedere un premio aggiuntivo per il periodo residuo, per l’arco temporale settembre/dicembre 2020. Tra una decina di giorni sarà dunque previsto un nuovo incontro anche per stabilire come suddividere le somme dell’incentivo regionale tra Seus e comparto pubblico.

IL COMMENTO DELLA FSI-USAE

«La Fsi-Usae ha fatto sentire la propria voce ponendo l’attenzione sui 15 milioni di euro previsti per una platea di 5.000 operatori sanitari per il primo trimestre dell’emergenza approvati dalla Giunta regionale. L’assessore nella prossima riunione porterà i nominativi degli operatori sanitari comunicati dalle 17 aziende sanitarie. Il governo nazionale ha tentato una pre impugnativa di questi 15 milioni di euro che è stata bloccata dal governo regionale», spiega Calogero Coniglio, segretario regionale.

Poi sottolinea: «La Fsi-Usae ha avanzato alcune richieste, come integrare il personale medico-infermieristico nelle ambulanze e nell’elisoccorso che attualmente svolgono circa 40 ore mensili; dare chiarimenti sui contratti a tempo determinato in scadenza; chiarire la posizione sulla vaccinazione antinfluenzale alle luce dell’ultima nota inviata dall’assessorato; quali sono tempi per formulare le graduatorie di bacino regionale di concorso e mobilità per infermieri. In merito alle vaccinazioni, l’assessore ha chiarito e dichiarato che rendendolo obbligatorio, in poco tempo il numero delle adesioni degli operatori sanitari è aumentato».

Coniglio aggiunge: «Abbiamo, infine, espresso preoccupazione per la difficoltà a reperire personale infermieristico, Oss e sanitario e l’assessore ci ha assicurato che gli uffici stanno facendo il possibile per redigere le graduatorie di bacino. Abbiamo chiesto sulla situazione delle scorte e riserve dei DPI e l’assessore ha risposto che non ci sono criticità».

La Fsi-Usae ha rimarcato «l’improvvisazione di alcune aziende sui percorsi Covid, in particolare in alcuni pronto soccorso infettivologici, come quello dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta è stato assegnato un solo infermiere e con il continuo aumento dei contagi è necessario potenziare l’ organico».

«L’auspicio della Fsi-Usae è che i premi covid che rientrano nei 15 milioni di euro finanziati dalla giunta regionale e quelli previsti dal decreto nazionale che ammontano a 35 milioni, già approvati con i sindacati, vengano erogati al più presto, su questo punto l’assessore ha dichiarato che stanno lavorando», precisano Renzo Spada, Maurizio Cirignotta, Pier Paolo Di Marco, Salvatore Ballacchino, Salvatore Di Natale e Salvatore Bracchitta componenti della segreteria regionale.

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