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Bonus Coronavirus: «Sia aumentato per chi ha lavorato durante tutta l’emergenza»

1 Luglio 2020

L'appello del Nursind Sicilia lanciato durante un incontro all'assessorato regionale alla Salute.

 

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Integrare le somme dei bonus-Covid per premiare gli operatori della sanità che più si sono spesi nella battaglia contro il virus: è la richiesta del Nursind Sicilia avanzata in un incontro all’assessorato regionale alla Salute.

Il coordinatore regionale Claudio Trovato (nella foto) e il vicesegretario nazionale Salvatore Vaccaro, hanno spiegato che l’accordo siglato dal governo con le altre sigle rischia di penalizzare chi ha lavorato tutto il periodo dell’emergenza, cioè 60 giorni, perché finirebbe col percepire lo stesso importo massimo di mille euro di chi ha lavorato solo 22 giorni.

Da qui la richiesta di utilizzare «i fondi del decreto Cura-Italia e Rilancio in modo da integrare le somme per i bonus, parametrando gli incentivi economici sulla presenza in servizio. Ciò determinerebbe un aumento consistente per coloro che sono sempre stati in servizio anche se stratificato nelle varie fasce di rischio».

Il Nursind ha auspicato quindi un «riconoscimento, per chi ha lavorato nei reparti “Covid”, del cumulo, limitatamente al periodo d’emergenza, dell’indennità di Terapia intensiva o Sub-intensiva con quella di Malattie infettive, dunque aggiuntiva e non sostitutiva come fatto da alcune aziende. Ci sono ancora oltre 30 milioni di euro da distribuire e noi siamo fermamente convinti che si possa ancora aggiustare il tiro al fine di premiare il merito».

Inoltre il sindacato ha ricordato la necessità di prestare maggiore attenzione per la provincia di Agrigento «che, nonostante abbia avuto pochi pazienti Covid, ha comunque subito una serie di modifiche organizzative che hanno messo a dura prova i lavoratori».

Sul tema personale il Nursind ha chiesto «l’accelerazione per le procedure di mobilità e concorso. Le aziende stanno provvedendo a chiamare gli ammessi alla mobilità, tra l’altro tutti con riserva, che prevedeva da bando il colloquio, da espletarsi su chiamata, che doveva avvenire con almeno 20 giorni di anticipo. Ciò però non è avvenuto e molti infermieri si trovano nell’impossibilità di espletare la prova motivazionale considerando anche il periodo di ferie estive».

«Inoltre è stato richiesto dall’Asp di Palermo, ai dipendenti da mobilitare, di firmare una dichiarazione che nei 14 giorni precedenti questi non siano stati in contatto con soggetti Covid positivi. Essendo per loro natura gli infermieri sempre a rischio di “contatto stretto” riteniamo che la stessa dichiarazione vada omessa, oppure vengano attivati i colloqui via Skype o altra modalità che permetta di velocizzare le operazioni ai fini della formulazione della graduatoria di mobilità definitiva».

Il Nursind ricorda che «può essere inviata una pec alle aziende capofila che gestiscono il concorso per segnalare l’eventuale impossibilità di espletare il colloquio e la richiesta di posticipo o l’eventuale utilizzo della modalità telematica in alternativa alla presenza. Ciò farebbe risparmiare a nostro avviso tempo e soldi ai lavoratori. Le pec sono [email protected] per l’Asp di Palermo e [email protected] per l’Asp di Catania».

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