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Bonus Coronavirus per il personale sanitario, la Fials: «In Sicilia inammissibili ritardi»

21 Ottobre 2020

Il sindacato sollecita il governo Musumeci sia sulle somme giunte da Roma che su quelle previste dalla Finanziaria regionale. Ecco la replica di Razza.

 

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PALERMO. «Mentre i lavoratori di tutte le Regioni d’Italia tra aprile e maggio hanno goduto in busta paga delle somme stanziate dal governo, in segno di riconoscimento per l’emergenza Covid-19, la nostra Regione si fa ancora pregare per “elargire” gli oltre 30 milioni di euro disponibili nelle casse regionali da oltre 5 mesi».

Lo scrive in una nota la segreteria regionale della Fials Sicilia, aggiungendo: «Che dire poi delle risorse regionali aggiuntive per i lavoratori della sanità siciliana e del Seus-118- prosegue il sindacato guidato da Sandro Idonea (nella foto)- stanziati a maggio 2020 dal governo regionale e delle quali si è persa ogni traccia? È ora di farla finita con i proclami fini a se stessi, destinati a muovere solo l’aria di scirocco che avvolge la Sicilia».

Sul bonus previsto dalla finanziaria regionale ieri Ruggero Razza aveva replicato al deputato regionale del Pd, Antonello Cracolici, il quale ha annunciato un’interrogazione: «Ho già affrontato il tema del bonus in Commissione Salute all’Ars- ha detto l’assessore- In quella sede ho specificato che la norma della finanziaria regionale era stata oggetto di una pre-impugnativa da parte dello Stato, superata solo dall’impegno del presidente di limitare il bonus ai tre mesi di maggiore emergenza. Ogni altro intervento non è condiviso dallo Stato che ha preteso un impegno formale del presidente della Regione. Per dare seguito a questa misura sono state convocate le parti sociali».

Secondo la Fials Sicilia «il presidente della Regione, l’assessore alla Salute e il governo regionale, sono chiamati a rispondere agli oltre 56 mila lavoratori della sanità siciliana, e non solo alle “sigle sindacali amiche”, dell’ingiustificato e inammissibile ritardo nella corresponsione dei benefici spettanti, spiegando i motivi per cui somme disponibili già nei mesi di maggio e giugno risultano ancora giacenti nelle casse regionali».

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