Bonino Pulejo- Piemonte insieme, finalmente #lostiamofacendo: ecco foto e dichiarazioni dell’evento

17 Ottobre 2016

La fusione tra i due ospedali messinesi. Presentato pure il Caren, l’innovativo sistema di riabilitazione unico in Italia e secondo in Europa, che va ad aggiungersi agli altri innovativi sistemi robotici riabilitativi già in uso presso l’Irccs. All'esterno protesta dei sindacati Fsi e Anaao Assomed per chiedere lo sblocco delle assunzioni nella Sanità siciliana: consegnata una petizione a Gucciardi.

 

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MESSINA. È iniziata una nuova era per l’ospedale “Piemonte” di Messina, passato sotto la gestione dell‘Irccs Neurolesi, così come previsto dalla legge regionale 24 del 2015. Il futuro dello storico nosocomio di viale Europa, più volte vicino a una smobilitazione. prevede un immediato rilancio dell’offerta sanitaria, a partire dal pronto soccorso e dai reparti annessi. L’Istituto Neurolesi garantirà un totale di 84 posti letto, mentre saranno 108 le assunzioni a tempo determinato previsti dalla nuova pianta organica.

Questa mattina il cortile del “Piemonte” ha ospitato l’evento #lostiamofacendo durante il quale sono state presentate le attività derivanti dal recente accorpamento con il Neurolesi. L’Istituto assicurerà l’erogazione dei Lea (livelli essenziali di assistenza) secondo standard di elevata qualità così come stabilito dalla normativa che ha sancito la fusione tra le due realtà ospedaliere.

Alla cerimonia sono intervenuti il presidente della Regione, Rosario Crocetta, l’assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi e il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone. Presenti,oltre al sindaco di Messina, Renato Accorinti, i deputati regionali e nazionali e parte della politica messinese.

Il governatore Crocetta, durante il suo intervento, ha scongiurato possibili tagli alla sanità messinese, promettendo inoltre maggiore impegno a tutela anche degli ospedali che servono i centri più piccoli. «Ci sono state polemiche ingiuste, invece abbiamo dimostrato l’interesse di rilanciare la sanità a favore dei singoli cittadini senza favorire il privato. La maggioranza della politica ha sposato questo progetto, Messina ha adesso una struttura importante per tutta la Regione. Il governo ha aperto la porta ai precari e quindi si faranno i concorsi, qui si è aperto per migliorare non certo per tagliare posti di lavoro. Stiamo lavorando per salvare i piccoli presidi ospedalieri delle aree disagiate, bisogna agire tenendo in primo piano i bisogni della gente non quelli economici».

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore Baldo Gucciardi. «L’ospedale Piemonte ha una valenza importantissima per la città, sarebbe assurdo tagliare i servizi dopo aver faticato per permettere l’accorpamento. La nuova organizzazioni prevede il potenziamento della rete ospedaliera, speriamo di accorciare i tempi e dare alla Sicilia un servizio ancor più dignitoso».

Ad aprire l’evento,  il saluto inviato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Nuovi padroni di casa i vertici dell’Irccs che hanno sottolineato l’importanza di aver mantenuto in piedi il polo di emergenza- urgenza, unendolo al centro per la riabilitazione che si candida a divenire un punto di riferimento per le regioni meridionali.

«È una scommessa che dobbiamo vincere nei confronti della malattia e della sofferenza- ha spiegato Placido Bramanti, direttore scientifico Irccs- Puntiamo a creare uno strumento moderno e agile per migliorare la sanità locale e regionale, questa è la sfida che ci renderà protagonisti nei prossimo 20 anni. Il Pronto soccorso è stato potenziato, stiamo rilanciando le aree emergenziali».

L’Irccs si impegnerà inoltre a recuperare l’intera area ospedaliera, da tempo fatiscente. «Stiamo lavorando per riaprire nuovi padiglioni- ha precisato Bramanti- Siamo in attesa di avere le autorizzazioni necessarie. Entro dicembre la città avrà delle belle sorprese in merito».

«È stato restituito alla città un ospedale storico- ha precisato il direttore generale Irccs Angelo Aliquò- Tuttavia puntiamo a migliorare sensibilmente il servizio. Bisogna pensare al futuro, il Piemonte non è morto come qualcuno pensava, garantiremo un’offerta di elevato livello sanitario, così come previsto dalla normativa. A ciò si unisce il comparto dedicato alla riabilitazione, un nostro punto di forza».

E a proposito di riabilitazione durante la giornata è stato presentato dal direttore sanitario Dino Alagna il Caren, un sistema di realtà virtuale immersiva unico in Italia e secondo in Europa, specifico per la riabilitazione neurologica e sportiva.

Testimonial dell’evento, il portiere del Cagliari (ex Messina e Juventus) Marco Storari che ha supportato fin dall’inizio il lavoro dell’Irccs portando avanti la campagna per la promozione del 5X1000 a favore del Centro Neurolesi.

LA PROTESTA DEI SINDACATI

Mentre all’interno dell’ospedale si celebrava l’inaugurazione della nuova gestione Ircss, davanti all’ingresso del nosocomio  è andata in scena la protesta dei sindacati contro lo smantellamento degli ospedali e pronto soccorso siciliani. Nonostante le rassicurazioni di Crocetta e Gucciardi, i rappresentanti dei lavoratori chiedono lo sblocco delle assunzioni, l’immediata proroga e scorrimento delle graduatorie valide, nuovi concorsi e stabilizzazione dei precari per tutte le  professioni sanitarie.

La Fsi-Usae, Federazione Sindacati Indipendenti, sottolinea che “la qualità e l’eccellenza negli ospedali siciliani è possibile grazie all’assunzione delle professioni sanitarie che mancano: infermieri, ostetriche/i, fisioterapisti, logopedisti, tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio analisi, terapisti, dietisti, cioè le 22 professioni sanitarie specializzate previste dal Ministero della Salute, e infine personale di supporto Oss”.

E ancora, ecco gli slogan durante il sit- in: “Contro lo smantellamento degli ospedali siciliani”. “Eliminare gli sprechi non gli ospedali, basta sprechi”. Un cartello indirizzato all’Assessore Regionale della Salute Gucciardi: “Sblocco delle assunzioni del personale sanitario”. “Precari della sanità sfruttati e poi scaricati, stop al precariato”. “In Sicilia quanti morti ci devono essere prima di avere una sanità normale”.

 “La carenza di personale sanitario e di posti letto c’è e si sente – ha dichiarato Maurizio Libro, segretario territoriale Fsi/Usae Enna- La sanità siciliana è allo sfascio e a farne le spese sono i pazienti e i lavoratori. La Fsi-Usae da anni sta denunciando la critica situazione”.

“Un presidio efficace per manifestare il disappunto contro i tagli alla sanità siciliana – dichiarano Pier Paolo Di Marco e Salvatore Intravaia, dirigenti sindacali di Enna e Catania- con cartelli e bandiere. L’invito della nostra organizzazione sindacale, rappresentante dei lavoratori e dei cittadini, è di esprimere il proprio dissenso sui disagi, sui tagli della Balduzzi e del DM70 Lorenzin, sulla carenza di personale sanitario, infermieri, ostetriche, fisioterapisti, tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio analisi, assistenti sociali, sulle lunghe liste d’attesa, sulla riduzione di posti letto, e sul rischio di chiusura di ospedali e pronti soccorso”.

“Nel corso del sit-in, tra gli altri, si è fermato l’assessore regionale alla salute Baldo Gucciardi – racconta Calogero Coniglio, commissario territoriale Fsi-Usae Messina e coordinatore nazionale Fsi-Usae per rispondere ai quesiti posti dai dirigenti sindacali della Federazione Sindacati Indipendenti-Usae provenienti da varie province. L’assessore Gucciardi ha promesso che non ci saranno ospedali a rischio, saranno potenziati tutti e ci sarà una rete in cui ogni ospedale è indispensabile, funzionale complementare all’altro. Gli step dovrebbero finire il 31 dicembre 2017, ma Gucciardi ha affermato che per lui è uno step troppo lontano. Il suo auspicio è stato quello di poter chiudere la partita della nuova rete ospedaliera della regione siciliana entro il 31 dicembre 2016. Per l’attuazione della Balduzzi c’è tempo fino all’1 gennaio 2018 – continua Coniglio riportando quanto dichiarato da Gucciardi- ma si spera che entro 2 mesi si possa realizzare la nuova rete ospedaliera. Le assunzioni saranno legate all’area dell’emergenza-urgenza e per garantire i Lea, in attesa, il governo autorizzerà la proroga delle graduatorie vigenti”.

“Durante la manifestazione l’onorevole Ardizzone e l’onorevole D’Alia hanno tirato dritto e non si sono fermati. Peggio ancora- dichiara Coniglio- spiace che il presidente Crocetta sia entrato da un ingresso secondario nella sala dove si teneva l’inaugurazione evitando la manifestazione dei sindacalisti della Fsi-Usae. La nostra protesta è stata civile e pacifica”.

“In Sicilia i pazienti che necessitano di ricovero sono superiori ai posti disponibili negli ospedali, sommata alla gravissima carenza di personale sanitario è impossibile, erogare sanità di eccellenza ai cittadini. Chiediamo a Gucciardi, Crocetta, ai sindaci e a tutte le forze politiche responsabili della sanità della siciliana- conclude Coniglio- quali soluzioni concrete intendono adottare da subito, considerate le gravissime problematiche degli ospedali, dei reparti, in particolare i pronto soccorso delle grandi città, dove giornalmente i pazienti sostano anche tre giorni prima che si liberi un posto letto negli ospedali”.

Anaao Assomed

Pure l’ANAAO-ASSOMED Sicilia ha tenuto un sit-in di dirigenti medici e sanitari con contratti di lavoro a termine (precari) dipendenti delle Aziende Sanitarie regionali.  Nel corso della manifestazione è stata consegnata una petizione a Gucciardi, sono stati avvicinati anche Crocetta, Ardizzone e Accorinti.

In un comunicato stampa, Anaao Assomed sottolinea: “I veri incompiuti della Sanità siciliana sono i dirigenti medici e sanitari non stabilizzati (un migliaio in tutta la Sicilia), coloro che hanno contribuito a garantire in questi anni l’assistenza nelle strutture di emergenza e il mantenimento dei Livelli Assistenziali. Ad oggi, solo 2 mesi li separano dalla fine delle loro speranze di avere un futuro certo, futuro che hanno meritato con anni di lavoro fianco a fianco dei dirigenti a tempo indeterminato, svolgendo gli stessi compiti, senza però avere le stesse certezze”.

“Il colpevole ritardo nella decretazione della Rete Ospedaliera da parte del Governo siciliano non consente oggi l’immissione in servizio a tempo indeterminato dei vincitori di concorso e di quanti sono in posizione utile nelle graduatorie in corso di validità, né l’attivazione di nuove assunzioni a tempo indeterminato; i Ministeri della Salute e dell’Economia e Finanza infatti vogliono che le assunzioni siano attivate solo dopo che la Rete Ospedaliera sarà decretata.  Questa la paralisi più totale”.

“La Sicilia non può perdere centinaia di dirigenti per i ritardi delle istituzioni. Le graduatorie allo stato attuale scadranno il 31 dicembre 2016! Occorre per questo definire rapidamente la sanità siciliana anche per poter utilizzare i fondi previsti nella prossima Legge finanziaria (circa 1 miliardo di euro per 3.000 nuove assunzioni). Queste somme serviranno però per garantire almeno il 50% degli incaricati in servizio al 31 ottobre 2013, anch’essi a forte pericolo”.

“L’ANAAO-ASSOMED è a fianco di tutti i colleghi che vedono a rischio il loro futuro. A loro garantirà un forte impegno sia della Segreteria regionale che dei propri organi periferici”.“Per questo – ha precisato il seg. reg.le Anaao Sicilia, Pietro Pata – abbiamo richiesto un’audizione alla VI Commissione Legislativa dell’ARS e organizzato questo sit-in di oggi. Ma non ci fermeremo, pianificheremo iniziative di rilievo, anche con manifestazioni a Palermo, fino a quando non saranno stabilizzati tutti coloro che con il proprio lavoro garantiscono le emergenze e la esigibilità dei Lea”.

  • Angelo Aliquò

  • Alagna, Ardizzone e Gucciardi

  • Crocetta e Bramanti

  • Le interviste di Lilly La Fauci

  • La protesta dei sindacati

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