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Dal palazzo

A Catania e Palermo

Basta con lo sfruttamento! Centinaia di fisioterapisti incrociano le braccia: Salta l’assistenza domiciliare

La protesta contro due note cooperative che da anni lavorano nel settore. I fisioterapisti: "Prendiamo solo 13,50 euro ad accesso e tutte le spese sono a nostro carico"

Tempo di lettura: 3 minuti

E’ iniziata in questi giorni, nelle Province di Catania e Palermo, una forte e sostenuta  protesta, da parte di centinaia di fisioterapisti operanti , in regime libero professionale, presso due note cooperative presenti sul territorio.

Il malcontento generato, che come una macchia d’olio si sta estendendo a molte altre Province del territorio regionale siciliano, riguarda la retribuzione proposta agli stessi colleghi per l’attivazione dell’assistenza integrata domiciliare che, allo stato attuale, sarebbe di circa 13,50 euro ad accesso.

La presa di coscienza dei colleghi che si stanno mobilitando, in relazione alle tariffe proposte, ha generato in ognuno,  una forma di repulsione ad accettare, incondizionatamente, tale proposta che, come da convenzione tra le ASP in oggetto e le cooperative,  dovrebbe aver come data d’inizio i primi giorni del mese di novembre c.a.

E’ bastata  qualche ora per fa sì che più di 150 professionisti sanitari della Riabilitazione, creassero un gruppo corposo, per dire a voce univoca: basta con lo sfruttamento!

“Siamo stanchi  di continuare a subire il continuo ribasso che le Cooperative propongono alle ASP, le quali indefessamente accettano, declinando , in questo modo,  la misera retribuzione che le stesse ditte propongono a noi Fisioterapisti:

  • 13,50 euro lorde ad accesso;
  • Dobbiamo utilizzare il nostro mezzo senza alcun rimborso kilometrico;
  • Dobbiamo pagarci la gestione separata INPS;
  • Dobbiamo pagare la tassa ordinistica;
  • Dobbiamo provvedere a pagarci la polizza professionale Rischio contro terzi;

Invece di avere un utile, se utile si può dire…, possiamo avere la possibilità di vivere dignitosamente percependo il giusto compenso per la giusta valorizzazione della nostra professione?”

Queste sono in sintesi, le parole che i colleghi esprimono a gran voce che, da lunedì 01 novembre si tradurranno nel  blocco delle prestazioni professionali e quindi del servizio nelle Province di Palermo e di Catania.

“Non possiamo continuare ad abbassare la testa ed accettare tutto incondizionatamente; non possiamo accettare più certi ricatti dettati dal < RIBASSO > che viene di anno in anno proposto a noi laureati in Fisioterapia; non possiamo accettare che le tariffe delle ASL siano ancora ferme al 2015”.

Lo Spif Ar, sensibilizzato dai colleghi qualche giorno addietro, ha abbracciato questo “movimento” iniziando a mettere in campo le proprie strategie tant’è che a distanza di qualche giorno, il segretario Nazionale della organizzazione sindacale di categoria, R. Ferrara, ha ricevuto un invito formale da parte dell’amministratore delegato di una cooperativa oggetto della mobilitazione, di incontro urgente per discutere della situazione.

  1. Ferrara, nella giornata del 29 ottobre, in video conferenza con il Presidente e l’amministratore unico della cooperativa, rappresentando il disagio di ogni singolo collega e, con fermezza l’impellente necessità di rivedere le tariffe edi prevedere il rimborso chilometrico, ha informato, nella stessa giornata del 29 ottobre, attraverso una video conferenza con più di 150 fisioterapisti, circa la discussione avvenuta con i dirigenti della cooperativa.

Rimane (giustamente) invariata la posizione dei nostri colleghi che, con l’auspicio di sensibilizzare tutte le altre Provincie e soprattutto le altre Regioni d’Italia, con il fine ultimo di stabilire un “EQUO COMPENSO” per la nostra professione, decidendo all’unanimità,  di sospendere la propria opera professionale ed intraprendere con ogni forma possibile la protesta a tale situazione che, negli ultimi 20 anni ci ha visto soccombere a determinati dictat. SPIF rimane impegnato allo stato di agitazione , a cui seguiranno note formali a tutte le Istituzioni pubbliche coinvolte nel processo.

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