Basta annunci: la procreazione medicalmente assistita sia subito rimborsabile

22 Marzo 2016

L'editoriale. Fino a quando non sarà inserita dal ministero della Salute nei Livelli essenziali di assistenza, resterà mortificato il diritto di una coppia con difficoltà procreative ad avere un figlio.

 

di

Dietro la sigla PMA c’è tutto un mondo. Un desiderio di maternità e paternità ancora inespresso. Un dolore nascosto ma diffusissimo. Celato da quel senso del pudore che ci porta a tacere delle difficoltà che si possono incontrare lungo il più felice dei percorsi, quello di mettere al mondo un bambino.

Mediamente una coppia su 6 può andare incontro a problemi che generano la necessità di ricorrere a pratiche di procreazione medicalmente assistita: un problema sociale quindi, per troppo tempo ignorato.

Abbiamo descritto come, in questi anni, il ricorso a cicli di PMA fuori regione è stata una delle voci di costo più pesanti per il sistema sanitario regionale. Un affare che, come spiegato da Insanitas in un altro articolo, costava alle casse regionali della Sicilia la bellezza di 8 milioni di euro all’anno attraverso un meccanismo (l’utilizzo di codici di rimborso inappropriati) che è oggi al vaglio della Corte dei conti.

Con lo stanziamento di 3,8 milioni messi a disposizione della Sicilia da parte del Ministero della Salute guidato da Beatrice Lorenzin, si vuole risolvere il problema. Ma, conti alla mano, i fondi messi a disposizione sono ancora troppo pochi per poter essere ottimisti.

Il rischio è anzi che si crei un imbuto: da un canto c’è infatti l’annunciata chiusura del rubinetto dei rimborsi regionali per le prestazioni di cicli di PMA effettuati al nord sotto altra veste, dall’altro un budget troppo esiguo per  soddisfare le richieste.

In mezzo a questo ingorgo ci sono le coppie siciliane, in particolare quelle meno abbienti, molte delle quali si troveranno nella condizione di dover rinunciare all’idea di avere un bambino. Ciò fin quando le pratiche di Procreazione medicalmente assistita non verranno inserite nei LEA.

Ben vengano quindi i tentativi messi in campo per andare incontro a questa emergenza silenziosa, ma non per questo meno drammatica. Se non altro servono ad accendere un riflettore su un angolo buoi del nostro sistema sanitario.

Ma occorre tenere a mente un dato indiscutibile: fin quando la Procreazione Medicalmente Assistita non sarà inserita nei LEA, il diritto ad avere un figlio di una coppia con difficoltà procreative rimarrà mortificato.

Gli annunci non bastano, è tempo di agire. Per questo concordiamo con l’assessore Baldo Gucciardi, il quale durante la presentazione del nuovo Polo Palermitano della PMA ha annunciato un aumento del budget per la procreazione medicalmente assistita e, soprattutto, auspicato che entro fine anno rientri nei Livelli essenziali di assistenza a livello nazionale.

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV