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Bando per i corsi di medicina generale in Sicilia, scoppia la protesta contro la tassa di iscrizione

10 ottobre 2018

Il "Segretariato italiano giovani medici" punta l'indice contro la decisione dell'assessorato alla Salute, che non replica.

 

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PALERMO. «Prendiamo atto, con amarezza, che nonostante i ripetuti appelli rivolti all’assessorato alla Salute, è stata mantenuta l’iniqua tassa imposta ai giovani medici e destinata all’Ordine dei Medici di Palermo».

Lo scrivono i Giovani Medici (SIGM, Segretariato italiano giovani medici) siciliani in una nota inviata da Giorgio Sessa (vice presidente nazionale), commentando il nuovo bando per l’ammissione al corso regionale di formazione specifica di Medicina Generale per il triennio 2018/2021.

Dall’assessorato alla Salute, contattato ieri da Insanitas, non è giunta finora alcuna replica.

Dal Sigm aggiungono: «Se ciò non bastasse, è stata prevista la rinuncia alle selezioni per quanti nel frattempo siano risultati vincitori di concorso di specializzazione o per chi voglia concorrere presso altra Regione, senza tuttavia prevedere la possibilità di richiedere la restituzione del contributo versato in risposta al precedente bando, rivisitato alla luce dello stanziamento di borse aggiuntive a gravare su fondi individuati dal precedente governo nazionale di concerto con la Conferenza Stato Regioni ed utilizzati nel corrente anno su richiesta dell’attuale Ministro della Salute».

Ed ancora: «Si è in presenza di un ulteriore segnale della mancanza di attenzione da parte dell’Assessorato per la Salute per il comparto delle cure primarie, nel quale si troveranno ad operare i giovani medici che conseguiranno il diploma di formazione specifica di Medicina Generale».

«Sembra che l’amministrazione regionale abbia scambiato per un bancomat i giovani medici siciliani- continuano i Giovani Medici (SIGM) siciliani- Tale iniziativa infelice si aggiunge all’iniziale riduzione del numero delle borse di medicina generale (n. 110), rispetto al precedente anno (n.120), nonché al mancato stanziamento di posti aggiuntivi regionali a gravare sui fondi regionali per l’accesso dei giovani medici siciliani alle scuole di specializzazione».

Quindi l’atto di accusa contro «l’imposizione della tassa di iscrizione, unico caso in Italia, coincisa con l’affidamento all’Ordine dei Medici di Palermo della gestione del corso regionale di formazione specifica di Medicina Generale, deciso dal precedente governo regionale. Gestione che è stata, di recente, oggetto di attenzione da parte della Commissione Sanità dell’Ars».

«A nome dei giovani medici aspiranti corsisti di medicina generale chiediamo l’autorevole intervento del Presidente della Regione, affinché quanto versato in forma di tassa di iscrizione venga restituito a tutti i candidati, a cominciare da quanti presentino domanda di annullamento della partecipazione alla prova», sottolineano i giovani medici siciliani.

E concludono: «L’introduzione di tale tassa, finalizzata ad ammortizzare le spese di organizzazione, è incomprensibile e inaccettabile, poiché, come era scritto nel vecchio bando di concorso, tutti gli oneri finanziari relativi alla realizzazione del concorso e del corso sono a carico della Regione Siciliana che vi provvede con le quote del Fondo sanitario nazionale a destinazione vincolata a tale scopo e quelle previste dalla legge 23 dicembre 1996, n. 662».

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