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Dal palazzo

L'appello all'assessorato

Bandi di mobilità degli infermieri, il Nursind: «Sia eliminato il requisito della piena idoneità fisica»

Il sindacato ribadisce le proprie ragioni, nonostante dall'assessorato alla Salute abbiano già risposto sottolineando che "è legittima e non affatto discriminatoria la procedura per cui le Aziende intendono reclutare personale idoneo all'impiego e senza limitazioni".

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Nuova puntata della querelle relativa ai bandi di mobilità per infermieri. Il Nursind, infatti, dopo le proteste delle scorse settimane (leggi qui) e nonostante la precedente replica dell’assessorato alla Salute (leggi qui), ribadisce: «I bandi siano modificati eliminando il requisito della piena idoneità fisica o scatteranno i ricorsi».

Come detto, da piazza Ziino avevano già sottolineato che «è legittima e non affatto discriminatoria la procedura per cui le Aziende intendono reclutare personale idoneo all’impiego e senza limitazioni».

Ma questa tesi non convince il sindacato degli infermieri: «Contestiamo la dicitura “idoneità piena ed incondizionata allo svolgimento delle mansioni proprie del profilo con assenza di limitazioni”, che in sostanza impedisce di riavvicinarsi a casa ad esempio a chi ha avuto problemi di salute».

«Apprezziamo lo sforzo da parte dell’assessorato nella volontà di immettere risorse nuove all’interno delle aziende sanitarie regionali- scrive il Nursind nella nota a firma del vicesegretario nazionale Salvo Vaccaro (nella foto)- ma la disposizione appare illegittima e in particolare in contrasto con la normativa europea vigente in materia di lavoro. La clausola citata appare in palese violazione della direttiva 2000/78/CE. Nel nostro Paese in passato vigeva in proposito l’art. 11 comma 2 lettera c D.P.R. 686/1957 che prevedeva appunto il possesso dell’incondizionata idoneità fisica specifica alle mansioni del profilo a selezione. Detta norma venne successivamente definitivamente abrogata dalla L. 98/2013 n. 98 art. 42 lett. d».

Dal Nursind aggiungono: «La professione infermieristica è annoverata tra le professioni intellettuali. Questa caratteristica permette alla stessa un’elevatissima flessibilità in ambito lavorativo, tale da consentire, anche a chi ha acquisito o aveva precedentemente limitazioni funzionali, di svolgere pienamente l’esercizio professionale. Dunque deve senz’altro escludersi che eventuali patologie che limitino alcune funzioni o funzionalità del corpo umano possano incidere sul normale espletamento di un’attività lavorativa avente un contenuto prettamente intellettivo e concettuale e non meramente manuale ed esecutivo».

Il Nursind chiede quindi di modificare il bando ritenuto illegittimo perché quel passaggio contestato «costituisce un’assurda barriera di accesso che non trova giustificazioni, né logiche né giuridiche» e chiede che venga sostituita con “idoneità allo svolgimento delle mansioni proprie del profilo di appartenenza”, al fine di evitare l’instaurarsi di molteplici contenziosi.

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