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Banca ore dei dipendenti Seus, la Uil: «Ecco perché non sottoscriviamo l’accordo»

2 Ottobre 2019

Claudio Barone ed Enzo Tango: «Si tratta di diritti acquisiti e non si capisce perché debbano essere decurtati con un atto conciliativo che appare obbiettivamente vessatorio».

 

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PALERMO. «Non esistono le condizioni per sottoscrivere l’accordo proposto dalla Seus in merito alla banca ore sul credito/debito orario. Le spettanze dei lavoratori sono state, infatti, quantificate con precisione, senza che ci siano dubbi sulla loro entità. Si tratta, quindi, di diritti acquisiti e non si capisce perché debbano essere decurtati con un atto conciliativo che appare obbiettivamente vessatorio».

Così Claudio Barone (nella foto sopra) ed Enzo Tango (in quella giù), segretari generali della Uil Sicilia e Uil Fpl Sicilia, commentando la notizia dell’accordo sul tema raggiunto dalla Seus e da tre sindacati (leggi qui).

I due aggiungono: «Siamo contrari all’idea di giustificare anni di mala gestione ed accettare soluzioni tampone che nulla risolvono e certamente rischiano di riproporsi per il futuro. L’Azienda deve sapere che se chiede più ore di lavoro ai dipendenti, deve farsene realmente carico».

«La Uil e la Uil Fpl- concludono Barone e Tango- non si limiteranno a non sottoscrivere l’accordo ma daranno seguito ad azioni sindacali e giudiziarie contro questa inaccettabile forzatura. L’efficienza del servizio emergenza-urgenza è fondamentale non solo per i suoi dipendenti ma soprattutto per i cittadini che per anni hanno subire le conseguenze di un caos organizzativo. A pagare tutto questo non possono essere i lavoratori, un’inversione di tendenza è necessaria».

uil

Enzo Tango

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