Avigan contro il Coronavirus? La testimonianza dal Giappone per i casi non gravi

22 Marzo 2020

Secondo un farmacista romano questo farmaco anti-influenzale arresterebbe il progredire della malattia nel 91% dei casi lievi. E il governatore del Veneto annuncia il via alla sperimentazione.

 

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Un’arma in più contro il Coronavirus? Tra i farmaci che accendono una speranza ci sarebbe l’Avigan, nome commerciale del Favipiravir.

Dal Giappone arriva la testimonianza di un farmacista romano, Cristiano Aresu, riportata stamattina dal Corriere della Sera: «Qui hanno scoperto che l’anti-influenzale Avigan somministrato ai primi sintomi di Coronavirus accertati con il tampone, blocca il progredire della malattia nel 91% dei casi non gravi– sottolinea Aresu- È già iniziata, infatti, la distribuzione negli ospedali e il risultato viene dato subito. L’Avigan, invece, poco può fare nei casi più gravi e avanzati, quando il Covid-19 ha già danneggiato i polmoni».

Sembra anche che il Giappone avrebbe deciso di donare alcune quantità del farmaco all’Iran. Tuttavia questo prodotto avrebbe alcuni effetti collaterali, sopratutto per le donne incinte, e deve essere ancora testato su larga scala e approvato.

Già il 18 marzo il “The Guardian” riportò che le autorità mediche cinesi avevano visto nel farmaco giapponese un’efficacia contro il Coronavirus: secondo un funzionario del ministero della Scienza e della Tecnologia, infatti, l’Avigan avrebbe un alto grado di sicurezza e sarebbe efficace nel trattamento: avrebbe prodotto risultati incoraggianti negli studi clinici a Wuhan e Shenzhen, che hanno coinvolto 340 pazienti.

Inoltre i pazienti a cui è stato somministrato il medicinale a Shenzhen sono diventati negativi per il virus dopo una mediana di quattro giorni dopo essere diventati positivi, rispetto a una mediana di 11 giorni per coloro che non sono stati trattati con il farmaco, ha detto l’emittente pubblica NHK.

Inoltre ci sarebbe stato un miglioramento delle condizioni polmonari in circa il 91% dei pazienti trattati con favipiravir, rispetto al 62% di quelli senza farmaco.

La notizia ha fatto alzare le azioni dell’azienda giapponese produttrice del farmaco, tuttavia non mancano le perplessità: il noto virologo Roberto Burioni, ad esempio, sottolinea che «il farmaco russo, il preparato giapponese, la vitamina C, la pericolosità dell’ibuprofene, i proclami sugli ACE inibitori che i somari scrivono ECA hanno una cosa in comune: sono tutte scemenze. Le novità vi arriveranno dalle autorità sanitarie, non dai social o da YouTube».

AGGIORNAMENTO. Al via in Italia la sperimentazione sull’Avigan. Lo ha annunciato oggi pomeriggio Luca Zaia, presidente della Regione Veneto. Si  è pronunciata anche l’Aifa, dichiarando che la commissione tecnico-scientifica si riunirà per valutare.

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