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Autisti-soccorritori del 118, nuovo appello: «Ai fini della pensione sia considerata una professione usurante»

30 Lug 2018

L'Aasi ribadisce la richiesta già inoltrata lo scorso anno.

 

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PALERMO. Introdurre la professione dell’autista d’ambulanza e dell’autista-soccorritore nell’elenco dei lavori particolarmente usuranti, con l’obiettivo di esonerarla dall’adeguamento verso l’alto dell’età pensionabile.

È questo l’auspicio lanciato dall’AASI (Associazione autisti soccorritori italiani) già in una lettera inviata nel 2017 al presidente del Consiglio dei ministri, ai ministri del Lavoro, dell’Economia e della Salute, all’Aran, ai sindacati e alle associazioni datoriali.

Oggi l’appello è reiterato con una nota a firma di Stefano Casabianca, presidente dell’Aasi, il quale sottolinea «i vari fattori di stress a cui vengono sottoposti i lavoratori autisti d’ambulanza ed autisti soccorritori quotidianamente, che giustificano la possibilità, anche se di poco, il pensionamento».

Aggiunge Casabianca: «La condizione di lavoro usurante e gravoso deriva dall’occuparsi 24 su 24 di operazioni di soccorso e trasporto di soggetti in difficoltà, a tutela della vita umana e del suo rispetto, da essere soggetti allo stress della guida in emergenza urgenza ed ai pericoli della circolazione stradale e degli agenti atmosferici, nonché del rischio biologico. Inoltre c’è un rischio derivante dalla movimentazione manuale dei carichi, da sollevamento e spostamento, carico e scarico, ed altri fattori che potrebbero maggiormente motivare la nostra istanza, che vanno dal piano fisico a quello psicologico».

Pertanto la richiesta di valutare «la peculiarità dei lavori ritenuti usuranti inserendo la nostra categoria, con la conseguenza differenziazione dell’età pensionabile in relazione al lavoro svolto».

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